Via Nazionale ha aggiornato a maggio 2024 i dati sul debito pubblico italiano, che fa registrare un nuovo massimo storico.

L’allarme sul debito pubblico crescente riguarda le principali economie mondiali. Dall’Europa agli Usa l’indebitamento statale sta diventando un problema finanziario importante, con tutti i rischi inflazionistici al rialzo che comporta ed i riflessi sui tassi di interesse, che toccano livelli record, nonostante la recente, lieve flessione. I conti pubblici sono insomma sempre più precari e risulta sempre più urgente riequilibrare le spese e le entrate con riforme fiscali efficienti.

In questo contesto si inseriscono i nuovi dati sul debito in Italia. Bankitalia ha infatti comunicato che alla fine di maggio l’indebitamento nazionale ha continuato a salire, pesando 13 miliardi di euro in più e sfiorando la cifra record di 3.000 miliardi di euro.

Numeri alla mano, il debito pubblico in Italia è da record: a fine maggio ha raggiunto i 2.919 miliardi di euro circa, a fronte dei 2.906 miliardi rilevati all’inizio del mese in esame. Sono stati rilevati 13 miliardi di euro in più mensili a maggio, mentre in un anno l’indebitamento nazionale è risultato più elevato di circa 100 miliardi di euro.

Il balzo – si legge nel rapporto di Via Nazionale – è stato causato soprattutto «dall’aumento del fabbisogno delle amministrazioni pubbliche di 11,5 miliardi sul mese e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio per un valore di 2,1 miliardi». Il debito delle amministrazioni centrali è cresciuto di 13,6 miliardi e quello delle amministrazioni locali è sceso di 0,3 miliardi.

Calano di pari passo le disponibilità liquide del Tesoro che sono diminuite di 0,3 miliardi, toccando il livello di 31,9 miliardi.

Insorgono le associazioni dei contribuenti. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, dichiara che la corsa del debito è una zavorra che pesa su tutto il Paese. Ed è vero: facendo due conti, per ogni italiano tale indebitamento pesa per 49.475 euro.

Il Codacons rincara la dose: da gennaio a maggio 2024 – fa sapere – il debito italiano è aumentato di 70,2 miliardi, l’equivalente di «ben 2.720 euro in più a famiglia da inizio anno, circa 1.190 euro in più a cittadino residente, neonati compresi». Una pressione insostenibile per l’economia nazionale.

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