
Per Marine Le Pen e Jordan Bardella evidentemente non sono sufficienti le oltre 500mila preferenze ottenute alle urne poco più di un mese fa dal generale Roberto Vannacci, eletto al Parlamento Europeo come indipendente della Lega e recordman di preferenze. Un consenso ampio, arrivato dagli elettori malgrado fossero ampiamente note quelle esternazioni che hanno caratterizzato la popolarità di Vannacci negli ultimi undici mesi. Una popolarità che oggi sembra infastidire i lepeniani di Ressemblement National, specie perché proprio a Vannacci è stato assegnato il ruolo di vicepresidente nel Gruppo dei Patrioti.
«La vicepresidenza del gruppo dei Patrioti al Parlamento Europeo assegnata a Roberto Vannacci “è un problema», aveva dichiarato a caldo Jean-Paul Garraud, capodelegazione del Rassemblement National nell’Aula, a margine della riunione del gruppo a Strasburgo. «La vicepresidenza del generale è un problema, in relazione alle dichiarazioni che sono state fatte dal signor Vannacci, cercheremo di trovare una soluzione». Ricordiamo che il Rassemblement National è la prima delegazione del gruppo dei Patrioti, con 30 eurodeputati; la Lega, terza dopo gli ungheresi di Fidesz, ne ha otto.
«Essere inviso a tutta la destra europea nei giorni del debutto nell’emiciclo politico continentale probabilmente non era nei suoi piani – commenta il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti – ma per ora la posizione dell’ex Folgore resta nel limbo: come trapela dai corridoi strasburghesi, una decisione definitiva è rinviata a dopo la rielezione eventuale di Ursula von der Leyen a capo della Commissione europea. A margine dell’ultimo incontro dei patrioti Bardella ha promesso che ritornerà a parlare di Vannacci a tempo debito».
Il generale, intanto, continua a ostentare tranquillità. Anche perché viene ancora difeso a spada tratta dai suoi colleghi di partito: in primis il leader Matteo Salvini, per il quale la nomina di Vannacci non è in discussione.





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