L’allarme arriva dallo studio ‘Climate, weather, and child health’, pubblicato su Environmental research letters

Sono 130 i Paesi del mondo in cui i cambiamenti climatici mettono a rischio la salute dei bambini. L’allarme arriva da una nuova ricerca condotta dal Cmcc, il Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici e la London school of economics and political science (Lse).

Lo studio combina dati climatici ad alta risoluzione con dati sanitari provenienti da oltre 100 Paesi per valutare come il clima influisce sulla salute infantile. Tra i Paesi più esposti a rischi nel medio termine l’Arabia Saudita; mentre i pericoli maggiori nel lungo termine sono propri del Sudan. «Rispettare gli obiettivi dell’accordo di Parigi – si rileva – può aiutare e portare benefici». Il riferimento è al trattato internazionale stipulato tra gli Stati membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che riguarda la riduzione di emissione di gas serra e alla finanza, raggiunto il 12 dicembre 2015 e destinato ad entrare in vigore dal 2020 in poi.

Il nuovo studio, dal titolo ‘Climate, weather, and child health: quantifying health co-benefits’, pubblicato su Environmental research letters ha l’obiettivo di di stimare gli impatti del cambiamento climatico sulla salute dei bambini nei Paesi a basso e medio reddito.

La ricerca identifica «una relazione complessa e non lineare tra l’aumento delle temperature e gli impatti sulla salute dei bambini. I risultati mostrano che sia gli aumenti graduali delle temperature che gli shock climatici, come siccità ondate di calore, influenzano negativamente la salute dei bambini». «Si prevede – è l’avvertimento – che questi impatti aumenteranno in futuro con l’aumento delle temperature e della frequenza e intensità degli eventi estremi».

Quanto alle variazioni regionali negli impatti del cambiamento climatico, la ricerca evidenzia significative variazioni regionali negli impatti del cambiamento climatico sulla salute dei bambini. Paesi come Arabia Saudita, Ciad, Kuwait e Burkina Faso prevedono i più alti aumenti della mortalità infantile nel medio termine, mentre Sudan, Etiopia, Kenya, Niger, Mali e Mauritania affronteranno i rischi più elevati a lungo termine.

Significativi benefici per la salute dei bambini potranno arrivare dal raggiungimento di scenari a basse emissioni, in linea con l’accordo di Parigi. «Le proiezioni indicano che rispettare questi obiettivi può migliorare notevolmente le condizioni di salute dei bambini in tutto il mondo».

«Dato che il cambiamento climatico ha impatti più significativi sulla salute delle popolazioni dei Paesi a basso e medio reddito – afferma Shouro Dasgupta del Cmcc – i benefici per la salute derivanti da una riduzione più rapida delle emissioni sono verosimilmente maggiori in questi Paesi».

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