Primo discorso del candidato vicepresidente di Donald Trump alla convention di Milwukee: “La gente che ha governato questo Paese ci ha abbandonato, Trump è l’ultima speranza”

«Guardate la foto dell’attentato, con Donald Trump tenere il pugno in alto. Lui ha pensato a tutti noi anche in quel momento. E ci ha chiesto di combattere anche in quel momento paralizzante. Il suo pensiero è stato per noi». Ha esordito così J. D. Vance, nominato vicepresidente da Donald Trump, nel suo primo discorso ufficiale di investitura alla convention Repubblicana in corso a Milwaukee, nel Wisconsin.
E c’è la Cina nel mirino di Vance durante il terzo giorno della Convention repubblicana: non solo per la crisi del fentanyl, ma anche per la concorrenza sleale, tra merci a basso prezzo e manodopera a basso costo.
Poi, naturalmente, il tema centrale della pace, con dichiarazioni nette e precise: «Gli alleati degli americani nel mondo condivideranno l’onere di garantire la pace nel mondo. Niente più corse gratuite per le nazioni che tradiscono la generosità dei contribuenti americani». E sulla finanza: «Basta prenderci cura di Wall Street, è finita, ci impegniamo per i lavoratori», ha detto senza mezzi termini Vance, accusando Joe Biden di aver reso l’America «più debole e più povera». Ma «l’importazione di manodopera straniera è finita. Lotteremo per i cittadini americani, per il loro lavoro e per i loro salari».
Nel terzo giorno della Convention repubblicana sono intanto arrivate le prime notizie sul Covid che ha colpito Biden, a un passo quindi dal ritirare la sua candidatura. Secondo la CNN Joe Biden ha chiesto ai suoi consiglieri se Kamala Harris può vincere la sfida di novembre con Donald Trump, mentre si intensificano le indiscrezioni sul futuro politico del presidente, risultato positivo al Covid mercoledì sera. Il team di consiglieri e strateghi di Donald Trump sta quindi valutando l’eventuale nuovo scenario di una sfida con Kamala Harris, in caso di ritiro di Joe Biden.
Diventa dunque ancor più strategico il ruolo di Vance, senatore dell’Ohio, la cui carriera politica è iniziata soltanto due anni fa, dopo il successo internazionale di un libro autobiografico. «Vance – commentano molti osservatori – è il candidato alla vicepresidenza più inesperto dai tempi di Sarah Palin, scelta da John McCain alle elezioni del 2008, poi perse contro Barack Obama. Ma Vance è un personaggio molto distante da Palin, sia per toni che per cultura, per quanto entrambi abbiano idee di destra radicale e siano molto critici con il passato del proprio partito».





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