
Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano, su ordine della Procura, ha eseguito stamane un sequestro preventivo d’urgenza di circa 121 milioni di euro per frode fiscale a carico della filiale italiana di Amazon, colosso dell’e-commerce.
L’indagine, condotta dai pm Paolo Storari e Valentina Mondovì, vede al centro i “serbatoi di manodopera”, presunto sistema attraverso il quale grandi aziende si garantiscono “tariffe altamente competitive” sul mercato “appaltando” per i loro servizi di logistica la manodopera a cooperative, consorzi e società “filtro” in modo irregolare, con annesso “sfruttamento del lavoro”.
In particolare, la società destinataria del provvedimento d’urgenza è Amazon Italia transport srl, la divisione del colosso americano che si occupa delle consegne dei pacchi. Indagati anche tre manager, di cui due stranieri, firmatari delle dichiarazioni dei redditi dal 2017 al 2022.
Vacanze amare, insomma, per il patron di Amazon Jeff Bezoss, visto che il provvedimento è arrivato proprio mentre solcava i mari cristallini della Costa Smeralda con il suo yacht Abeona, un imponente mega yacht di supporto, un impressionante “garage galleggiante” da 100 milioni di dollari, fino a ieri attraccato a Porto Rotondo.

«Con i suoi 246 piedi (circa 75 metri) di lunghezza – si legge sulla cronaca di Gallura Oggi – Abeona non è solo un semplice yacht di supporto. Equipaggiato con una vasta gamma di comodità e “gadget”, ospita supercar, barche più piccole, moto d’acqua e persino l’elicottero della fidanzata di Bezos, Lauren Sanchez. Questo yacht rappresenta il massimo del lusso e della funzionalità, offrendo tutto il necessario per garantire divertimento e comfort a Bezos e al suo entourage».
Vedremo ora come reagirà il magnate, per nulla turbato dalla sanzione da 10 milioni di euro comminata ad Amazon dall’Antitrust lo scorso aprile. Nel mirino dell’Antitrust l’opzione “acquisto periodico” che avrebbe “limitato in modo considerevole la libertà di scelta dei consumatori”
La sanzione ha colpito in solido a due società del gruppo Amazon, le aziende lussemburghesi Amazon Services Europe e Amazon EU, per una pratica commerciale scorretta consistente nella pre-selezione dell’acquisto periodico. In particolare, spiega l’Antitrust, nella pagina web dove sono descritte le caratteristiche dell’articolo selezionato, viene pre-impostata l’opzione “acquisto periodico” anziché “acquisto singolo”, sia per prodotti venduti da Amazon sia per prodotti venduti da terzi sul marketplace.
In questo modo, sostiene l’Antitrust, “viene limitata in modo considerevole la libertà di scelta dei consumatori”. La pre-spunta grafica dell’acquisto ricorrente induce infatti a comprare periodicamente un prodotto – anche senza effettivo bisogno – limitando cosi’ la facoltà di scelta».





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