Via libera della Camera al decreto liste d’attesa. Il testo, approvato in seconda lettura a Montecitorio, con 171 sì e 122 no, prevede tra l’altro l’istituzione presso l’Agenas di una piattaforma nazionale per le liste d’attesa per monitorare i tempi di erogazione delle prestazioni. 

Di questa Piattaforma nazionale si avvarrà il ministero della Salute per conoscere i tempi di attesa delle prestazioni, Regione per Regione. Prestazioni che andranno comunque garantite anche attraverso l’apertura a centri accreditati o convenzionati. Le visite diagnostiche e specialistiche vengono estese nel weekend con la possibilità anche di un ampliamento delle fasce orarie delle prestazioni. Viene istituito un Cup unico regionale o intra regionale, mentre si individua una metodologia per il superamento del tetto di spesa per l’assunzione del personale sanitario a partire dal 2025. Prevista infine una flat tax al 15% delle prestazioni orarie aggiuntive dei professionisti sanitari impegnati nella riduzione delle liste d’attesa. 

Ma qual è la situazione attuale? E cosa cambierà?

Oggi solo 9 regioni su 20 forniscono dati sui tempi d’attesa per un esame, gravi ritardi si registrano rispetto ai tempi previsti dalle classi di priorità, fino a diverse centinaia di giorni. I tempi di attesa telefonici Cup arrivano fino a 18 minuti, in molti casi sono inaccessibili. Queste alcune della criticità evidenziate da un’indagine effettuata da Cittadinanzattiva per conoscere la situazione dei tempi di attesa in sanità.

L’indagine ha evidenziato che da Nord a Sud ci sono difficoltà nel rispetto delle tempistiche previste dalle diverse classi di priorità. 
Fra i casi limite nelle realtà sui tempi di attesa c’è l’Azienda Universitaria Friuli Centrale, dove si attendono in media 498 giorni per l’ecografia addome programmabile, e 394 giorni per la visita ginecologica sempre con codice P. Sono invece 427 i giorni in media di attesa per una visita cardiologica programmabile nella Azienda Sanitaria 3 Ligure. Nella ASL RM4 si rispettano i dieci giorni massimi di attesa soltanto per il 17,8% delle ecografie all’addome completo in classe B; nelle Marche (dati aggregati, non per ASL) solo il 41% delle mammografie programmabili è garantito nei 120 giorni previsti; in Molise, si garantisce nei canonici 60 giorni della classe D solo il 34% delle ecografie addome completo; nella Asl Napoli 1 Centro appena il 14% delle visite oncologiche in codice B è erogato entro 10 giorni; la Asl di Bari riesce ad erogare entro i 10 giorni solo il 9% delle visite pneumologiche con codice B.

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