
La Polstrada su ordine del Gip di Potenza ha sequestrato decine di Autovelox in diverse città d’Italia. Gli accertamenti hanno riscontrato la mancata omologazione e l’assenza del prototipo del sistema di rilevamento, entrambi elementi indispensabili per accertare la legittimità delle violazioni rilevate dai sistemi stessi. Lo scorso maggio, un decreto del governo ha introdotto alcune modifiche nel settore e ha dato ai centri urbani 12 mesi per adeguarsi. Come spiega il Codacons, le multe determinate da apparecchi autovelox non a norma possono essere contestate, purché la sanzione non sia stata già pagata dagli automobilisti.
Il sequestro riguarda apparecchiature presenti in vari comuni e città quali Venezia, Vicenza, Modena, Reggio Emilia, Pomarico, Cerignola, Pianezza, Piadena, Formigine, Arcola, Carlentini, San Martino in Pensiliis.
Le multe determinate da apparecchi autovelox non a norma possono essere contestate, purché le sanzioni non siano state già pagate dagli automobilisti. Lo afferma il Codacons, che in una nota commenta la raffica di sequestri. La legge stabilisce criteri e tempi precisi per impugnare le sanzioni: dalla data di contestazione o notifica della violazione, 60 giorni per andare davanti al Prefetto, ricorso gratuito ma che determina il pagamento del doppio della sanzione qualora l’istanza venga respinta, o 30 giorni per rivolgersi al giudice di pace, ma pagando il contributo unificato
La norma relativa modificata lo scorso maggio con un decreto apposito, prevede fra l’altro che la postazione di rilevazione sia sempre visibile e che i dispositivi siano fra loro distanziati. La stretta è stata voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
In base alle nuove regole, i tratti di strada su cui gli autovelox potranno essere utilizzati dovranno essere individuati con un provvedimento del prefetto. La presenza dei dispositivi elettronici andrà inoltre segnalata con un adeguato anticipo: almeno 1 chilometro prima fuori dei centri abitati, 200 metri sulle strade urbane di scorrimento e 75 metri sulle altre strade. Viene poi fissata per la prima volta la distanza minima che deve intercorrere tra un dispositivo e l’altro (progressiva per tipo di strada) in modo da evitarne la proliferazione
Inoltre i rilevatori poi non si potranno utilizzare dove esiste un limite di velocità eccessivamente ridotto: quindi non potranno essere posizionati sotto i 50 chilometri orari nelle strade urbane; per le extraurbane solo nel caso in cui il limite di velocità imposto non sia inferiore di oltre di 20 km orari a quello previsto per quel tipo di strada (se è una strada da 110 km/m, il dispositivo può essere utilizzato solo se il limite in quel punto è fissato ad almeno 90 chilometri orari). Infine l’utilizzo di dispositivi a bordo di un veicolo in movimento è consentito solo se c’è la contestazione immediata, altrimenti dovranno essere scelte postazioni fisse o mobili, debitamente visibili.





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