
Lui si chiama Nicolai Lilin (pseudonimo di Nicolai Verjbitkii) ed è uno scrittore moldavo che dal 2004 vive in Italia. Avevamo sentito parlare di lui pochi mesi fa, quando Michele Santoro lo aveva candidato alle Europee. Oggi il filoputiniano di ferro Lilin va ben oltre ed arriva a lanciare un avvertimento – che suona come una minaccia – contro i giornalisti Rai del Tg1 Stefania Battistini e Simone Traini, “con “rei” di aver varcato con coraggio la frontiera russa per raccontare al mondo ciò che stava accadendo a Kursk dopo l’attacco ucraino.
Infuriato forse ancor più del Cremlino, in un video del 16 agosto Lilin, dopo aver definito definiti «deficienti» e «propagandisti» i due cronisti RAI, non ha esitato ad affermare che «Sono iniziati i procedimenti penali. Se un giorno qualcuno di questi aiutanti dei terroristi e qualcuno di questi propagandisti si troverà con un po’ di polonio nel tè, purtroppo cari amici sappiate che vi siete scavati la fossa da soli. Non dovete piangere e dire “che cattivi i russi”, “non c’è democrazia”, “non c’è libertà”. Se entrate sul territorio della Federazione Russa, all’interno di forze terroristiche, sarete trattati così come vengono trattati i terroristi. Quindi, iniziate il conto alla rovescia perché secondo me, per tutti voi, questa è una probabile situazione futura». Poi l’avvertimento: «Spero che questa gente potrà anche riflettere sugli errori che sono stati fatti, però io so benissimo come funziona in Russia, so benissimo chi sono i russi e come loro agiscono quando si arrabbiano, quando vengono colpiti, diciamo, nel cuore loro, reagiscono abbastanza duramente. E quindi, il mio sincero augurio a questi giornalisti italiani che hanno fatto questo lavoro di propaganda filo nazista è di stare molto attenti, stare molto attenti. Non accettate il tè dalla gente sconosciuta. Fate attenzione al bar. Fate attenzione dove mangiate. Fate attenzione alle nuove amicizie, perché può darsi che contro di voi stanno già lavorando gli agenti operativi del GRU, che sono i servizi segreti militari, e se loro veramente hanno preso un incarico, state certi che in un anno, due anni, tre anni, cinque anni, comunque vi troveranno e vi faranno a pezzi».
The al polonio? Ma siamo matti? Ma davvero Lilin sta evocando lo spettro di Alexander Litvinenko, il dissidente russo avvelenato nel 2006 col polonio, dopo essere fuggito in Gran Bretagna ed avere duramente criticato il regime di Putin? E chi ha dimenticato Anna Politkovskaja, la giornalista di Novaja Gazeta assassinata sotto casa da un gruppo di sicari il 7 ottobre 2006?
Da parte nostra, solidarietà ed onore ai valorosi giornalisti Stefania Battistini e Simone Traini, luci preziose nel buio delle guerre.





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