
Dopo il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina annunciato da Macron, anche l’Italia fa registrare un importante segnale di apertura. Con una mossa a sorpresa, la premier italiana Giorgia Meloni ha annunciato una mozione della maggioranza per il riconoscimento della Palestina. Il riconoscimento però – ha spiegato la premier – sarà subordinato a due condizioni: la restituzione degli ostaggi da parte di Hamas e la sua esclusione da ogni forma di governo nella Striscia. L’annuncio arriva alla vigilia dell’intervento di Giorgia Meloni all’Assemblea generale ONU, previsto per stanotte.
E’ evidente l’intento del governo italiano di uscire dall’isolamento nel quale era rimasta, insieme alla Germania, dopo che la maggior parte dei paesi UE avevano già effettuato il riconoscimento. Un peso l’avranno avuto anche le proteste in favore della Palestina che si sono svolte ieri in tutta Italia e in numerose nazioni europee.
La mozione, par di capire, sarà presentata sul modello di quanto annunciato al Palazzo di Vetro dal premier belga Bart De Wever, secondo il quale il riconoscimento legale della Palestina entrerà in vigore solo dopo che tutti gli ostaggi a Gaza saranno rilasciati e Hamas sarà rimosso dal governo locale.
«Personalmente – ha chiarito la premier Meloni – continuo a considerare che il riconoscimento della Palestina in assenza di uno Stato che abbia i requisiti della sovranità non risolva il problema, non produca risultati tangibili, concreti per i palestinesi. Dopodiché si dice che però il riconoscimento della Palestina può essere un efficace strumento di pressione politica e va bene, capisco, però dobbiamo anche capire su chi. Io penso che la principale pressione politica vada fatta nei confronti di Hamas perché è Hamas che ha iniziato questa guerra ed è Hamas che impedisce che la guerra finisca, rifiutandosi di consegnare gli ostaggi».
«Non va dimenticato – sottolinea Renato d’Andria, direttore de L’Umanità – che lo Stato Vaticano questo riconoscimento lo ha fatto già da tempo, questo è un dato assai significativo, che sicuramente ha avuto un peso nella decisione della premier Meloni, che sottoscriviamo e condividiamo in toto».





Rispondi