
«Il contante è uno strumento essenziale per gestire i periodi di crisi, al punto che le autorità di diversi Paesi suggeriscono di dotarsi di una riserva di contanti che consenta di effettuare gli acquisti essenziali per diversi giorni. Ad esempio le autorità di Paesi Bassi, Austria e Finlandia suggeriscono di detenere importi compresi approssimativamente fra 70 e 100 euro per ogni membro della famiglia, o sufficienti a coprire i bisogni essenziali per circa 72 ore».
Lo ha scritto, nero su bianco, la Banca centrale Europa, nel suo bollettino economico, in cui è presente un’analisi titolata: “Keep calm and carry cash: indicazioni tratte da quattro crisi sul ruolo unico della moneta fisica”.
L’analisi, pubblicata in italiano sul sito della Banca d’Italia, parte dalla constatazione che «la domanda di banconote in euro ha mostrato una crescita sostenuta, nonostante il progressivo processo di digitalizzazione dei pagamenti». Infatti «sebbene nell’area dell’euro la quota di pagamenti in contanti sul totale delle transazioni giornaliere sia diminuita, il valore della circolazione delle banconote in euro è aumentato significativamente negli ultimi vent’anni».
Alexander Privitera, senior fellow dell’American German Institute, ha spiegato l’invito della Banca Centrale Europea, dopo anni passati a promuovere l’uso della moneta elettronica, è una questione di sicurezza. Difatti, in caso di attacco informatico, potrebbero risultare bloccati i sistemi di pagamento e ciò ci impedirebbe di pagare con carte di credito, bancomat e moneta elettronica.
La soluzione innovativa potrebbe essere l’EURO DIGITALE, non collegato a Internet. Ma molti Stati, compreso il nostro, ci stanno ancora lavorando.





Rispondi