Sta per incominciare il nuovo anno fiscale negli Stati Uniti, ma non c’è stato alcun accordo tra repubblicani e democratici, come previsto dalle norme statali, per una legge sulla spesa pubblica. L’America è dunque sull’orlo dello shutdown, con centinaia di migliaia di lavoratori in servizi essenziali costretti a non lavorare o a lavorare senza essere pagati e la sospensione di molte attività strategiche, sia pubbliche che private. «La sospensione di alcuni dipendenti federali potrebbe essere permanente», ha tuonato il presidente Trump. Ma i democratici si sfilano e negano ogni responsabilità.

Come si è arrivati a questo punto? Va detto preliminarmente che per finanziare i dipartimenti governativi e le agenzie federali, ogni anno il Congresso degli Stati Uniti deve approvare una legge sulla spesa pubblica entro l’inizio dell’anno fiscale, quindi non oltre il primo ottobre. Se però entro quella data non trovano l’intesa, scatta il cosiddetto “Shutdown”, ovvero la chiusura di tutte le attività governative e federali “non essenziali”.

La Casa Bianca e i legislatori repubblicani hanno guidato una campagna per elaborare una risoluzione continua “pulita”, o CR, che dovrebbe mantenere i finanziamenti federali ai livelli attuali fino al 21 novembre. I legislatori democratici però, si sono rifiutati di sottoscrivere il piano perché sostengono che qualsiasi accordo debba includere un’estensione dei sussidi per l’assicurazione sanitaria che scadrà a fine anno. 

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