«Un governo di volti nuovi che escono dalla società civile, con personalità di esperienza e giovani parlamentari, sarà un governo di scopo, quello di varare la manovra finanziaria entro la fine dell’anno». Così Sebastien Lecornou ha presentato il suo secondo esecutivo in sette giorni.

Per il macroniano di ferro Lecornou, «ciò che conta è soltanto l’interesse del paese», di qui la decisione di accettare ancora una volta l’incarico dal presidente Emmanuel Macron, che lo aveva riconvocato e rinominato dopo le dimissioni dopo appena 14 ore di governo.

La chiave di volta per superare l’opposizione inflessibile dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, oltre alla freddezza dei Républicains e dei socialisti, sarebbe stato l’inserimento nella squadra di governo di qualche nome nuovo e di diverse personalità provenienti dalla società civile, non dai partiti.

Gli osservatori si domandano intanto se non sia stato il varo di questo nuovo esecutivo la miccia che sta provocando una spaccatura fra i Républicains. I neogollisti guidati da Bruno Retailleau da giorni avevano annunciato chenon sarebbero entrati a far parte del Lecornu 2, spiegando che i “paletti” socialisti, soprattutto la sospensione richiesta da quel partito della riforma delle pensioni, avrebbe impedito qualsiasi risanamento delle finanze pubbliche. Invece ieri sera ben 6 ministri del partito della destra francese figuravano nella lista del governo Lecornu 2. Immediata la scomunica di Retailleau ai “reprobi”, fra i quali c’è il nome di spicco di Rachida Dati, già ottimo ministro della Giustizia, oggi confermata ministra della Cultura. Per sostituire agli Interni Retailleau, che non si era dichiarato disponibile, è stato chiamato il prefetto di Parigi Laurent Nuñez.

Restano al loro posto il ministro dell’Economia, Roland Lescure, e la ministra dei Conti pubblici, Amélie de Montchalin, anche perché la “patata bollente” della Finanziaria 2026 poggia proprio sul loro tavolo. Incerto anche l’esito del voto sulla fiducia. I socialisti, gli ecologisti e i centristi dissidenti decideranno sulla fiducia soltanto dopo la dichiarazione di politica generale di Lecornu, in Assemblée Nationale martedì prossimo. Staremo a vedere.

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