E’ una foto bellissima, quella dei grandi della terra riuniti a Sharm per sottoscrivere gli accordi di pace sul futuro di Gaza. Ed è ancor più bello ascoltare dalla nostra premier Giorgia Meloni gli annunci sul ruolo che avrà l’Italia nel risanamento di quel martoriato paese.

«Sono fiera che l’Italia ci sia, tanto sul piano umanitario quanto su quello sanitario. Porteremo le nostre strutture  sul posto», ha annunciato. «Sul piano della sicurezza possiamo implementare, con un passaggio parlamentare, la presenza dei carabinieri che è  già prevista nel decreto missioni». Poi apre all’opposizione, dichiarando «spero si voti all’unanimità», ma anche al riconoscimento dello stato di Palestina: «Se saranno attuati gli accordi, oggi quel riconoscimento da parte dell’Italia è più vicino».

Circola intanto il nome dell’ex ministro Marco Minniti, che potrebbe avere un ruolo chiave nella stabilizzazione dell’area. Minniti, presidente della Fondazione Med-Or, è già a pieno titolo coinvolto nel piano Mattei ed avrebbe già studiato le criticità della ricostruzione a Gaza.

Altri dettagli arrivano dal vicepremier Antonio Tajani, che vorrebbe replicare il modello “Raqqa e Hamman”, le due città ospedale dove, grazie all’aiuto italiano e sul modello dell’ospedale pediatrico romano Bambin Gesù, si sono attrezzati 80 posti letto.

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