
Può sembrare un paradosso, invece la riforma che il partito Nuova Democrazia del premier greco Kyriakos Mitsotakis intende approvare in Parlamento introdurrà per la prima volta nell’Unione Europea la possibilità di aumentare il carico di lavoro fino a 13 ore giornaliere.
Parliamo dell’articolo 7 di una controversa riforma, che apre anche all’innalzamento dell’età pensionabile fino a 74 anni e introduce limiti al diritto di sciopero.
Attualmente in Grecia la durata della giornata lavorativa è di 8-9 ore, in linea con quella degli altri paesi europei, con l’aggiunta di massimo 3 ore al giorno di straordinario. Secondo il governo la riforma, permettendo di estendere gli straordinari fino a 13 ore al giorno nel settore privato, servirà a rendere le regole del lavoro più flessibili, riducendo al tempo stesso gli effetti della crisi demografica.
Vi sarebbero comunque alcuni paletti. Il totale di ore lavorative settimanali dovrebbe rimanere lo stesso, così come il numero totale di ore di straordinario che si possono fare in un anno, pari a 150.
Durissima la reazione dei sindacati, che hanno già portato in piazza migliaia di persone. E secondo Nikos Androulakis, leader del principale partito di opposizione, Pasok, questa riforma è «lo smantellamento sistematico» dei diritti dei lavoratori. E’ dato per certo, comunque, che la riforma passerà, perché Nuova Democrazia detiene la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento.





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