«Entro il 2035 investiremo circa 6.800 miliardi di euro, di cui il 50% per quella effettiva, questo è un big bang nel finanziamento della Difesa». Così il commissario Ue Kubilius ha annunciato ieri quale sarà la roadmap sulla Difesa secondo il piano presentato dalla Commissione Ue.  Un piano che richiederà «tutte le fonti di finanziamento disponibili a livello nazionale e Ue», con una spesa che «si baserà principalmente sui bilanci nazionali per centrare i target Nato».

Lo scenario spaventa non pochi in Italia, alimentando le preoccupazioni per una corsa agli armamenti che sottrarrà risorse a comparti strategici, come lavoro, welfare e sanità.  Attenti analisti hanno delineato lo scenario possibile per un report che è stato presentato da Sky TG24.

In via previsionale – spiegano – quest’anno in Italia è stato centrato l’obiettivo del 2% per le spese di Difesa, come richiesto dalla Nato. Un trend destinato a salire nei prossimi anni. Nel 2024 la spesa per la Difesa italiana è stata pari a 33 miliardi, cifra che è già cresciuta a 44 miliardi fino a settembre 2025. Gli incrementi hanno riguardato principalmente corpi come quelli della Guardia Costiera o dei Carabinieri. In particolare, nei livelli di spesa ai primi posti ci sono quelli per il personale, seguiti da quelli per gli equipaggiamenti. Per un rapido confronto, va detto che in Germania si prevede per il 2026 una spesa di oltre 100 miliardi, quasi raddoppiata negli ultimi 4 anni.

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