
Riprenderà a marzo 2026 il processo agli 8 imputati a vario titolo sotto accusa per la morte dell’idolo mondiale Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020. Dopo oltre 20 udienze e 44 testimonianze, tra cui quelle delle figlie di Maradona, Dalma, Gianinna e Jana, il processo presso il Tribunale di San Isidro, a Buenos Aires, era stato annullato a maggio perché uno dei giudici del collegio, Julieta Makintach (nella foto), è stata accusata di aver autorizzato riprese illecite del processo. Oggi arriva anche la notizia che Makintach è stata rimossa dall’incarico.
Secondo la sentenza unanime di impeachment, la giudice ha commesso, tra le altre accuse, abuso di potere. Oltre alla rimozione, le è stato vietato di ricoprire qualsiasi altro incarico nella magistratura. Makintach, 48 anni, non era presente all’udienza pubblica tenutasi in un’aula gremita di persone nella città di La Plata, 60 km a sud di Buenos Aires. Nelle udienze precedenti, aveva chiesto l’assoluzione. «Ho commesso un errore e non avrei mai immaginato che questo materiale privato avrebbe avuto conseguenze così monumentali. Chiedo scusa alla famiglia», aveva dichiarato Makintach.
«Sono stati cinque anni di lunga lotta per la famiglia Maradona. Oggi siamo tutti qui per garantire che questo giudice paghi ciò che merita e aspettiamo che il processo per la morte di Diego inizi il 17 marzo», ha detto Veronica Ojeda, ex compagna di Maradona e madre del figlio più giovane della stella scomparsa, entrando in tribunale con il figlio. Il suo avvocato, Mauro Baudry, ha espresso la sua soddisfazione per la rimozione del giudice Makintach. «Quello che andava fatto è stato fatto. Oggi non dovremmo parlare di questo, ma piuttosto di giudicare gli assassini di Diego Maradona», ha detto uscendo dal tribunale.
Fatto sta che Diego Armando Maradona sembra non trovare pace, anche ora che è volato in cielo.





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