
31, miliardi di euro in 5 anni. A tanto ammonta il contributo italiano al nuovo ciclo di programmi dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea. Lo scorso 27 novembre, a Brema, l’Agenzia ha infatti concluso il Consiglio ministeriale con la cifra più alta mai ottenuta: circa 22,1 miliardi di euro (22.070 milioni), poco meno dei 22,25 miliardi richiesti, prima che cominciasse la Ministeriale, la riunione che ogni tre anni decide quanto investire (e su quali programmi) nel triennio successivo.
Il budget fa dunque un grosso balzo in avanti, con un incremento di oltre il 30% rispetto ai 16,9 miliardi raccolti a Parigi nel 2022. E l’Italia si conferma il terzo contributore finanziando l’Agenzia spaziale europea con 3,46 miliardi di euro (cioè il 15,79% del totale), una cifra di poco superata dalla Francia, che ha messo sul piatto 3,59 miliardi (il 16,42%). Rimane primo, e con un incremento rilevante, il contributo tedesco, che raggiunge i 5,067 miliardi, equivalente al 23,11%.
«Avete scritto la storia», ha esultato il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher rivolto ai rappresentanti dei 23 stati membri, dei paesi associati, come Slovacchia, Lituania e Lettonia, e di quelli che, come Canada, Bulgaria, Croazia, Cipro e Malta, hanno accordi di cooperazione.
Soddisfatto il ministro Adolfo Urso: «Siamo tornati ad essere protagonisti insieme alla Francia e alla Germania, l’Europa ora può guardare al futuro con maggiore certezza, coesione e determinazione. L’Italia c’è, ha aumentato il suo contributo di oltre il 13% rispetto a tre anni fa. Siamo giunti a 3,5 miliardi di euro e questo ha contribuito a raggiungere, in qualche misura superare le aspettative della stessa Agenzia spaziale europea, della nostra Unione europea».





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