
«La Cei ha un ottimo rapporto col governo e su tanti dossier c’è una collaborazione, come deve essere sempre con qualsiasi inquilino a Palazzo Chigi. Un esempio su tanti: apprezziamo quanto è stato fatto in favore degli oratori che in un tessuto sociale così debole diventano importantissimi per la promozione umana e anche per l’evangelizzazione. E potremmo continuare su vari aspetti. Poi, certo, esistono temi su cui c’è più dialettica e noi, rivendicando la libertà della Chiesa ma sempre con grande rispetto istituzionale, ci permettiamo di esprimere preoccupazioni così come abbiamo fatto con tutti i governi precedenti».
Chiare e luminose le parole del presidente della CEI, il cardinale Matteo Zuppi, nella lunga intervista rilasciata al Giornale. Nell’anteprima, il quotidiano tiene a precisare: «A differenza di quanto è stato scritto, nella Chiesa non esiste una linea Zuppi contrapposta a una linea Prevost». L’intera intervista lo conferma, a cominciare dal tema dell’immigrazione. «Sui migranti la Chiesa ripeterà sempre che bisogna salvare le vite, memore della legge del mare e delle parole di Francesco e di Leone XIV. La semplificazione del tutti dentro/tutti fuori non funziona. È chiaro che è un fenomeno epocale da disciplinare a livello europeo. Ne deriva il problema di preservare la dignità di chi arriva ma anche il bisogno di garantire la legalità per combattere l’illegalità e quello di aiutare chi vuole restare».
Ultimo punto particolarmente interessante, questo, perché in qualche modo conferma la direzione giusta del Piano Mattei. «La Cei – fa sapere Zuppi – finanzia con 80 milioni di euro l’anno dai fondi dell’8xmille numerose attività per promuovere lo sviluppo integrale della persona e delle comunità nei Paesi poveri del mondo, valorizzando le iniziative delle Chiese locali. I progetti finanziati promuovono la formazione e lo sviluppo in diversi ambiti, tra cui l’alfabetizzazione e la scolarizzazione a tutti i livelli, la salute, la formazione professionale. Questo significa sostenere le persone lì dove si trovano, preservando il diritto a restare nella propria terra».
Infine, un po’ a sorpresa, il cardinale Zuppi conferma anche la sua partecipazione ad Atreju 2025: «Sono stato invitato dal viceministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci che ringrazio. Un invito è sempre segno di considerazione. Interverrò in un panel sul welfare, un tema che preoccupa tantissimo la Chiesa. Sarà l’occasione per presentare la dottrina sociale della Chiesa che sta tanto a cuore a Leone XIV».





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