
La leader socialdemocratica rumena Roxana Mînzatu, vicepresidente della Commissione europea, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo le notizie sulle indagini per un sospetto caso di frode che ha coinvolto l’ex capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini.
«Sono rimasta assolutamente scioccata alla notizia di questa indagine – ha dichiarato Mînzatu – e certo non posso commentare l’inchiesta, ma è importante che venga seguita attentamente, perché si tratta di denaro dell’UE, di denaro dei contribuenti e, ancora una volta, di fiducia nelle istituzioni europee, che deve essere difesa».
L’indagine, condotta dalla Procura europea (EPPO), è incentrata sul sospetto che il SEAE abbia violato le proprie regole in materia di appalti, fornendo informazioni in anticipo al Collegio d’Europa nell’ambito di gare d’appalto per un programma da 130.000 euro per la formazione di giovani diplomatici europei.
La Procura intanto procede: si continua a esaminare verbali, chat, messaggi e documenti sequestrati per ricostruire la catena decisionale che portò il Collegio di Bruges ad aggiudicarsi l’appalto per l’Accademia dei giovani diplomatici europei.
Questo caso giudiziario ha nuovamente innescato polemiche sull’impronta aggressiva della giustizia belga, già manifestatasi nel corso del Qatargate.





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