
Nel Paese di Olof Palme, storico padre della Socialdemocrazia, dal 2022 capo del governo è il leader di un partito moderato, Ulf Kristersson, che quell’anno ha battuto alle elezioni Magdalena Andersson. Pertanto in Svezia il Partito Socialdemocratico, pur essendo tuttora la principale forza politica del paese, da allora è all’opposizione.
E’ dal lontano 1914 che il SAP (Partito Socialdemocratico Svedese) è il più grande partito della Svezia. La sua dichiarata visione anticapitalista ha fatto breccia fra le classi lavoratrici anche attraverso i sindacati, ma ha sempre elaborato piattaforme utili alla mediazioni con le classi datoriali, in particolare con la Confederazione delle imprese svedesi (organo simile alla nostra Confindustria). Va ricordato che in Svezia l’industria mineraria è ancora uno dei pilastri per la produttività nazionale: impiega quasi 8.000 addetti e nel solo 2024 ha esportato metalli e minerali verso il mercato interno dell’Unione Europea e verso Nord Africa, Medio Oriente e Sud-Est asiatico per oltre 5 miliardi di euro. A valle, le industrie siderurgiche e metallurgiche, che rappresentano il 3% del PIL nazionale, danno lavoro a circa 120.000 persone.
Il dilemma attuale riguarda la proposta del Governo svedese di riaprire alcuni siti minerari per rilanciare l’estrazione di uranio, necessaria per sostenere la prevista espansione del nucleare. La proposta governativa, presentata al Consiglio legislativo nel giugno 2025 per un’entrata in vigore dal 1° gennaio 2026, prevede la rimozione del divieto attuale e la limitazione del diritto di veto dei comuni. Tuttavia, persistono forti opposizioni locali legate ai rischi ambientali e restano nodi normativi complessi legati al Codice ambientale.

Ma la notizia più interessante è che nel distretto minerario di Kiruna è stato recentemente scoperto un giacimento di terre rare con oltre un milione di tonnellate di ossidi, attualmente il più grande deposito del suo genere. Questo giacimento rappresenta una risorsa strategica per la transizione verde europea, contenendo anche elevate concentrazioni di fosforo. A partire dal 2027, il sito dovrebbe produrre significative quantità di fertilizzanti privi di cadmio, imprimendo forte dinamismo anche all’agricoltura.
Tutte iniziative alle quali i Socialdemocratici svedesi, guidati da Magdalena Andersson, stanno collaborando con un’opposizione costruttiva, a difesa dei lavoratori e dell’ambiente. Classe 1967, economista, docente universitaria, Andersson è componente del board della Banda Europea d’investimenti.





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