E’ una solenne bocciatura, quella dell’Alta rappresentante per la Politica Estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, rispetto al nome proposto da Vladimir Putin quale possibile mediatore in grado di far sedere l’Ucraina e la Russia intorno ad un tavolo e fermare le ostilità. Dal Cremlino era arrivato il nome di Gerhard Schröder, subito rispedito al mittente, qualche giorno fa, a causa dei suoi noti legami con Mosca.

Ieri Kallas è tornata sulla questione. Nel corso della conferenza stampa di chiusura della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’UE – il cosiddetto ‘formato Gymnich’ – svoltasi a Limassol (Cipro), l’ex prima ministra estone è stata più che mai determinata: «Una cosa estremamente chiara è che l’Europa non sarà mai un mediatore neutrale tra la Russia e l’Ucraina, perché siamo sempre stati nettamente dalla parte di Kiev».

«Che si tratti di negoziare un cessate il fuoco o di facilitare un accordo su qualsiasi altra questione – ha aggiunto – non possiamo essere noi a farlo, perché non possiamo essere neutrali, trattando entrambe le parti allo stesso modo». La sua non è una posizione isolata in seno all’UE. Il ministro degli Esteri della Norvegia, Espen Barth Eide, ha spiegato che «l’Europa ha interpretato male il proprio ruolo e invece di cercare un mediatore dovrebbe nominare qualcuno che rappresenti i suoi interessi senza ambiguità al tavolo negoziale».

Una sponda inaspettata a queste dichiarazioni arriva da oltre oceano. Solo poche settimane fa il segretario di Stato americano, Marco Rubio aveva affermato che «gli Stati Uniti sono l’unico Paese al mondo che può mediare e porre fine alla guerra in Ucraina». messaggio recepito da Kallas, che ha inteso aggiungere: «i nostri sforzi devono essere complementari a quelli di Washington». Ciò significa che l’Europa «non si sostituirà agli americani nei negoziati, semplicemente porterà all’attenzione questioni che gli Stati Uniti non stanno affrontando negli attuali colloqui».

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