
Si terrà probabilmente a Mar a Lago entro la fine dell’anno l’incontro tra Volodymyr Zelensky e il presidente americano Donald Trump. Lo ha annunciato in queste ore su X lo stesso Zelensky.
L’Italia intanto, mentre continua ad inviare aiuti in Ucraina, non perde di vista le nostre imprese che sono tuttora al lavoro nelle terre dominate da zar Putin.
Poche settimane fa il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto alla Farnesina la quinta riunione del “Tavolo di lavoro sull’evoluzione della situazione delle imprese italiane in Russia”, dedicato alla tutela degli interessi del nostro comparto imprenditoriale, le aziende che continuano a operare in Russia nel rispetto del quadro sanzionatorio vigente. Fra i partecipanti, l’ambasciatore Stefano Beltrame, delegati di Agenzia delle Dogane e dei monopoli, Banca d’Italia, ICE Agenzia, nonché associazioni di categoria e aziende. Presenti da remoto anche l’Ambasciata d’Italia a Mosca e le associazioni di categoria rappresentative della comunità imprenditoriale italiana in Russia (GIM Unimpresa; Confindustria Russia; Camera di Commercio italo-russa).
Tra i temi sul tappeto vi è stato dunque, in primis, l’efficace attuazione delle sanzioni al fine di evitare effetti distorsivi sull’economia italiana. Ad esempio, le questioni bancarie e doganali connesse al quadro sanzionatorio, la protezione degli investimenti, le autorizzazioni emesse in deroga dalle singole autorità nazionali competenti che consentono di esportare o di importare beni altrimenti sanzionati, naturalmente solo a determinate condizioni. Focus particolare, inoltre, su casi specifici di difficoltà incontrate da alcune aziende.
Tajani, ricordando lo stretto coordinamento dell’Italia con gli USA nel contesto della mediazione per la pace in Ucraina, ha ribadito il costante impegno del Governo per tutelare i legittimi interessi delle nostre aziende che operano in Russia. E’ stato posto in primo piano l’impegno di tutto il Sistema Italia per fornire assistenza e soluzioni concrete attraverso un rinnovato lavoro di squadra tra istituzioni e operatori economici. Tra gli esempi concreti citati da Tajani, la clausola sul XVIII pacchetto di sanzioni, che permette alle aziende italiane del settore imballaggio alimentare e farmaceutico di continuare a esportare previa autorizzazione, o ancora il lavoro in corso per consentire finanziamenti agevolati per imprese italiane che detengono controllate in Russia.
I partecipanti al tavolo hanno espresso apprezzamento per questo modello di dialogo pubblico-privato, che continuerà ad essere convocato a cadenza regolare.





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