La Socialdemocrazia nel mondo è sempre più… donna! Dopo l’articolo di ieri, in cui vi abbiamo parlato della leader socialdemocratica svedese Magdalena Andersson, oggi vediamo come sta andando il governo lituano guidato dalla socialdemocratica Inga Ruginienè. Primo ministro della Repubblica di Lituania dal 25 settembre 2025, Ruginienè parla perfettamente anche inglese e russo. Sposata, madre di due figli, prima di diventare capo del governo è stata alla guida della più importante confederazione sindacale del paese. Da sempre milita nel LSDP, il Partito Socialista Democratico di Lituania.

Inga Ruginienè

L’esecutivo guidato da Inga Ruginienè, composto dall’alleanza fra LSDP, Alba di Nemunas e Unione di Agricoltori e Verdi, è attualmente alle prese con le proteste lanciate dalle associazioni dei giornalisti locali. Le manifestazioni nascono dalla decisione del governo di semplificare le procedure di licenziamento del direttore generale della LRT, la principale TV di Stato. L’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) e la Piattaforma Europea per la Sicurezza dei Giornalisti hanno espresso preoccupazione per una mossa che metterebbe a repentaglio l’indipendenza e l’efficacia delle attività della LRT.

Altro terreno di scontro è stata la nomina a ministro della cultura di un esponente del partito nazional populista Alba di Nemunas.

Ma, al di là delle polemiche interne, il vero fronte con cui il governo guidato da Ruginienè deve confrontarsi è evidentemente la questione del conflitto in Ucraina e della sicurezza nazionale.

Dopo oltre un mese di chiusura, da poche settimane la Lituania ha riaperto i confini di terra con la Bielorussia, ma la premier non esclude nuovi blocchi, anche a oltranza, se la situazione del conflitto alle porte della nazione dovesse ulteriormente deteriorarsi.

Renato d’Andria

«Oggi la Lituania – commenta Renato d’Andria, a lungo segretario nazionale del PSDI – deve fronteggiare ben altri pericoli rispetto a quelli delle polemiche interne. Con il conflitto in Ucraina che continua a divampare e i raid russi tesi ad intimidire i paesi limitrofi, al primo posto c’è la sicurezza nazionale. E l’esecutivo a guida Inga Ruginienè sta mostrando su questo strategico versante nervi saldi. Tutto il resto attiene alle solite politiche strumentali interne, che in un contesto geopolitico così incandescente hanno ben poca importanza, ma in ogni caso, ben vengano, in puro spirito socialdemocratico, dialettica, dibattito e confronto aperto».

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