Un flusso di denaro proveniente da tre società “di beneficenza” italiane passava attraverso alcune sigle turche per essere poi destinato a 19 associazioni palestinesi che erano «appartenenti, controllate o comunque collegate ad Hamas». Tutto ciò avveniva per «contribuire consapevolmente all’attività dell’organizzazione terroristica nella componente civile e in quella militare». Lo scrive il Gip di Genova Silvia Carpanini nell’ordinanza che ha portato all’arresto dell’imam Mohammad Hannoun, accusato di aver raccolto fondi in Italia destinati anche al finanziamento di Hamas.

 Oltre che assistere gli orfani, uno degli scopi per cui sono stati utilizzati i soldi delle donazioni era indirettamente anche «provvedere al sostentamento dei familiari di persone coinvolte in attentati terroristici o di detenuti per reati terroristici, rafforzando così l’intento di un numero indeterminato di componenti di Hamas di aderire alla strategia terroristica e al programma criminoso del gruppo, anche compiendo attentati suicidi», specifica il Gip.

In forte imbarazzo sono oggi i numerosi esponenti di primo piano della sinistra, dal PD al M5S, che avevano affiancato le manifestazioni ProPal organizzate da Hannoun.

A fine agosto Mohammad lancia la mobilitazione pro Palestina, dicendosi fiero che la sua “Music for Peace” sia diventata lo snodo italiano della Flotilla. Pochi giorni dopo, a metà settembre, nel centro di Genova, a pochi passi dal Comune e dalla Regione, viene organizzato un affollatissimo presidio pro Pal. «Invitiamo iscritti, elettori e cittadinanza a partecipare, portando bandiere della pace e della Palestina», aveva scritto il PD locale. E gli esponenti polliici non se lo fanno dire due volte. Nelle foto scattate quel giorno si vedono, accanto all’uomo considerato oggi dagli inquirenti il “bancomat” di Hamas, sindaci come Beppe Sala (Milano), Vito Leccese (Bari), Matteo Lepore (Bologna), Silvia Salis (Genova), Sara Funaro (Firenze), Stefano Lo Russo (Torino).   

Nei 5 stelle avevano fatto ancor di più. Con l’associazione Abspp di Hannoun erano partiti per la Siria la pentastellata Stefania Ascari e l’ex grillino Alessandro Di Battista. Entrambi più volte avevano chiesto donazioni per Abspp dai propri profili social.

Silenzio assoluto, finora, dalla segretaria Elly Schlein e da Giuseppe Conte. A parlare per loro restano piuttosto le tante foto che ritraggono esponenti dei loro partiti con l’uomo che la procura ipotizza essere il “perno” della cupola terroristica di Hamas in Italia.

Restano da individuare i fiancheggiatori della cellula, coloro che fisicamente organizzavano con Hannoun i trasferimenti di soldi per Hamas su camion carichi di aiuti umanitari.  

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