
«Qualcuno sa esattamente cos’è il Somaliland?». Più che una battuta, la domanda di Donald Trump potrebbe suonare quasi come un avvertimento. E’ stata pronunciata quando, in un’intervista al New York Times, è stato chiesto al presidente USA di commentare la decisione di Tel Aviv di riconoscere ufficialmente la Repubblica autoproclamata di Somaliland come Stato sovrano e indipendente.
Dietro tale riconoscimento vi sarebbe l’intento assai poco velato, da parte di Israele, di trasferire parte della popolazione autoctona del Gazawi proprio a Somaliland. Un ulteriore sviluppo, quindi, dello sterminio in atto a Gaza. Anche perché nessun paese al mondo, prima di Israele, aveva effettuato questo riconoscimento.
Il Somaliland, una sottile striscia di territorio all’estremità nord-occidentale della Somalia sulla costa meridionale del golfo di Aden, ha dichiarato l’indipendenza nel 1991 e da decenni spingeva per ottenere il riconoscimento internazionale, che prima di Israele non era mai arrivato.
Invece, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar e il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi hanno firmato una dichiarazione di reciproco riconoscimento. Abdullahi ha detto che il Somaliland aderirà agli Accordi di Abramo.
Si profila una deportazione di massa degli abitanti di Gaza nel territorio che fu ex colonia britannica fino al 1990?





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