
Lo scopo fondamentale del governo palestinese di Gaza, gestito totalmente da Hamas, è la cancellazione di Israele, come proclamato nell’atto costitutivo di Hamas. L’obiettivo è di raggiungere questo scopo, costi quel che costi, anche se comportasse un suicidio. Questo richiama un episodio biblico che tutti conoscono, quello di Sansone che muore suicidandosi distruggendo il Tempio in cui era rinchiuso: “Muoia Sansone con tutti Filistei”. I Filistei erano una popolazione che aveva invaso la terra d’Israele (Filistei, Pelishtim nella Bibbia – da Palash – invadere – erano una popolazione proveniente dalle isole greche, come dimostrano i reperti archeologici ritrovati a Gaza, Ashkelon, Ashdod; Palestina è il nome che l’imperatore Adriano dette alla Giudea come per affermare che la Giudea non esisteva più).
Per il governo palestinese gestito da Hamas, lo scopo va raggiunto ad ogni costo. Di fatto il modo in cui è avvenuta prima l’invasione di Israele e il massacro del Setteottobre dimostrano proprio questo: nessuna considerazione di quella che avrebbe potuto essere la reazione di Israele, nessun riparo per la popolazione civile, perché la città sotterranea, i Km di tunnel che attraversano tutta la striscia, erano destinati esclusivamente ai miliziani e forse alle loro famiglie, ma non alla popolazione civile. Inoltre il governo di Hamas si è rifiutato ripetutamente di liberare i rapiti–ostaggi, cosa che avrebbe permesso l’immediata interruzione dei bombardamenti. Anche oggi il disarmo dei miliziani, accettato all’atto della firma dell’accordo di Sharm el sheikh, secondo una norma musulmana si deve “mentire per salvare la umma”, è nuovamente disatteso. Insomma “muoiano pure tutti i palestinesi per salvare la nazione araba” e quindi nessun interesse per ciò che accade ai componenti della nazione. E’ noto che Israele non ha iniziato i bombardamenti senza prima avere annunciato quanto si proponeva di fare, in modo che i civili potessero mettersi in salvo. Ma Hamas precludeva l’uso dei tunnel ai civili, mentre Israele si preoccupava di non colpire i civili, Hamas ha sempre dedicato la propria azione alla distruzione di Israele, senza preoccuparsi della difesa dei propri civili: uomini, donne, bambini: in altre parole “Muoiano tutti i i palestinesi, purché sia cancellato Israele”

Infine sarà utile ricordare che: 1. L’esercito di Israele si chiama “Esercito di difesa per Israele”; 2. Israele ha sempre e fatto solo guerre in risposta a quelle promosse dai paesi arabi (1948 – 49, 1967, 1973 e quest’ultima del 2023 – 25: Palestinesi al sud, Hezbollah al nord, Teheran ad est, Houti a sud: un accerchiamento in piena regola).
Infine ricordiamo le parole dette dal primo ministro di Israele Golda Meir: “Potremo perdonare gli arabi per ogni cosa, ma non per averci costretto a uccidere i loro figli”.
Insomma, non il suicidio di Israele, come ha scritto qualcuno, ma il suicidio di Hamas che coinvolge tutti i palestinesi. E l’Occidente sta a guardare e accetta una narrazione dei fatti senza verifiche.

Il 2026 sia l’occasione in cui gli arabi di Palestina prendano atto che l’obiettivo di distruggere Israele non è alla loro portata: esiste una protezione superiore che impedirà un progetto che è contro tutta la storia del popolo ebraico: Israele nelle sue varie forme esiste da oltre 4.000 anni, per un patto antico e per uno scopo che va al di là degli ebrei stessi e che è bene rappresentato dalle parole dei profeti di Israele: “Allora dimorerà il lupo con l’agnello (Isaia 10: 6) e ancora: “Spezzeranno le loro spade per farne degli aratri e le loro lance per farne delle falci; nessuna nazione alzerà più la spada contro un’altra e non impareranno più l’arte delle guerra” (Micha 4: 3, Isaia “ 2: 4).
Scialom Bahbout





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