l leader della socialdemocrazia olandese Rob Jetten alla guida del D66, l’uomo che con maggiori probabilità diventerà il prossimo primo ministro dei Paesi Bassi, ha condannato l’arresto del venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, affermando che «non è questa la strada da seguire». «Maduro era un dittatore brutale, ha fatto sprofondare il suo Paese nell’abisso, ha perso le elezioni e si è aggrappato al potere illegalmente, molti venezuelani saranno sollevati dalla sua scomparsa», ha affermato Jetten sui social network. Poi però i distinguo. «Allo stesso tempo, bisogna dire una cosa: questa non è la strada giusta. Il bombardamento di Caracas, l’arresto di Maduro e di sua moglie e la presa del potere di un Paese sono in contrasto con il diritto internazionale. Costituiscono un precedente che comporta gravi rischi per il resto del mondo».

La preoccupazione di Jetten riguarda ovviamente le isole caraibiche olandesi di Curaçao, Aruba e Bonaire, che distano tra i 35 e gli 80 chilometri dalla costa venezuelana. Aruba e Curaçao sono infatti stati indipendenti all’interno del Regno dei Paesi Bassi, mentre Bonaire ha lo status di autorità locale. «L’impatto sulle isole – ha chiarito Jetten – potrebbe essere significativo, anche in termini di sicurezza, migrazione e turismo. I nostri concittadini nel Regno devono essere chiari: siamo al loro fianco». Va ricordato che Gli Stati Uniti lin base ad accordi firmati nel 2000 e nel 2001, gestiscono aerei antidroga da due basi ad Aruba e Curaçao.  Da qui la decisione assunta da diversi parlamentari olandesi di una convocazione anticipata del Parlamento per discutere della crisi nella regione la prossima settimana.

La questione cruciale, per Jetten, è se il Venezuela sarà in grado di realizzare autonomamente una transizione stabile verso la libertà e la democrazia. La comunità internazionale deve fornire il massimo sostegno in questo senso, perché «la continua instabilità in Venezuela ha gravi conseguenze per la regione».

«A seguito delle azioni degli Stati Uniti, è fondamentale che i Paesi Bassi e l’UE continuino a sostenere l’ordine giuridico internazionale e il rispetto della sovranità nazionale – ha poi detto – un intervento unilaterale senza un mandato delle Nazioni Unite è in netto contrasto con questo principio. Quando i Paesi abbandonano il diritto internazionale, il rischio è un mondo in cui la forza prevale sul diritto. Crea inoltre un pericoloso precedente per conflitti in altre parti del mondo».

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