
In queste ore si apre l’esercitazione “Arctic Endurance”, che vede impegnati militari francesi, tedeschi, norvegesi e svedesi . E’ finalizzata a valutare l’eventuale impegno di forse europee nell’artico, con lo scopo tutt’altro che secondario di inviare un segnale a Donald Trump. L’Italia non ci sarà, chiaro il messaggio del nostro Paese. Nel dossier che il ministro Antonio Tajani presenta stamane alla Farnesina, si legge che l’esecutivo è per il «pieno rispetto del diritto internazionale, della sovranità danese e del diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese». Tuttavia, i veri pericoli arrivano da Russia e Cina, la cui «minaccia principale non è militare diretta, ma rivolta al controllo delle materie prime critiche». Pertanto, in quest’ottica, l’Italia intende collaborare con Nato e Ue, offrendo i nostri satelliti e partecipando solo ad «esercitazioni mirate».
Va detto che Francia e Germania sono tuttora impegnate in Groenlandia con partecipazioni dirette in gruppi industriali locali o con la presenza stanziale di loro aziende. Diversa la posizione dell’Italia, che è presente più che altro con partecipazioni a progetti europei in ambito scientifico e tecnologico da parte di alcune Università e del CNR, specie nel settore satellitare. Sostanzialmente, il nostro Paese opera in Groenlandia soprattutto come attore di cooperazione scientifica e diplomazia tecnologica, senza esposizioni diretta in settori ad alto rischio economico e geopolitico.
Nel dossier che si presenta stamane il governo chiede un «ruolo più profilato della Ue, in una fase in cui ci si deve confrontare con il gioco geopolitico tra grandi potenze» e s’impegna a «sviluppare una maggiore progettualità con i Paesi dell’Artico nord americano (Canada e Stati Uniti», ma senza offensive, perché l’Italia «sostiene l’impegno della Ue per un Artico pacifico, sostenibile e prospero». La Farnesina dunque è contraria ad una «proiezione offensiva», ma «intende contribuire alla sicurezza e alla difesa della regione artica nel quadro dei propri impegni multilaterali (Nato e Ue)».
Viene infine ipotizzata una «cooperazione su sistemi satellitari per la sorveglianza marittima e il controllo delle rotte artiche». Quanto alla Nato, dalla Farnesina si ribadisce che l’eventuale azione sul campo dovrà essere «discreta, difensiva, coordinata».





Rispondi