
Mentre l’Italia è sotto i riflettori del mondo per l’inaugurazione dei giochi olimpici Milano Cortina 2026, al di là delle celebrazioni qualcuno ha giustamente calcolato il valore economico che tutto questo porterà alla nostra nazione. Lo ha fatto il Centro Studi di Unimpresa, secondo cui le Olimpiadi invernali genereranno un impatto economico complessivo pari a circa 6,1 miliardi di euro, con effetti distribuiti nel tempo e sul territorio destinati a fasi sentire ben oltre la durata dell’evento sportivo.
La stima di 6,1 miliardi – spiegano gli analisti di Unimpresa – considera non solo la spesa diretta legata ai Giochi, ma anche il turismo indotto, la valorizzazione delle infrastrutture permanenti e gli effetti moltiplicativi sull’economia. Scomponendo il dato, si vede che l’impatto complessivo è composto da 1,1 miliardi di spesa turistica diretta durante l’evento, 1,4 miliardi di turismo indotto nei 24 mesi successivi, 3,2 miliardi di legacy infrastrutturale valorizzata e 400 milioni di effetti indotti netti.
«L’elemento più rilevante – spiega Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa – è la dimensione strutturale dell’impatto. Non si tratta di una spesa concentrata in poche settimane, ma di un ciclo economico che inizia anni prima dell’evento e prosegue per decenni, grazie alle infrastrutture, alla maggiore attrattività dei territori e alla capacità di generare nuova domanda. È una lezione importante anche per il dibattito pubblico: le grandi iniziative sportive, se ben governate, non sono un lusso, ma uno strumento di politica economica».
Le regioni che ne trarranno il maggior vantaggio sono ovviamente Lombardia e Veneto, ma non solo loro. La prima, certo, concentra la quota maggiore in valore assoluto, con 3,2 miliardi di euro, pari al 52% del totale. Rapportato a un PIL regionale di circa 447 miliardi, l’impatto equivale allo 0,72% del prodotto regionale.
E se il Veneto intercetta 2,1 miliardi di euro (il 34% del totale), con un’incidenza sull’economia regionale molto elevata (circa 1,17% del PIL), è il Trentino-Alto Adige a registrare l’impatto relativo maggiore, con, con risorse da 800 milioni di euro (14% del totale), pari all’ 1,60% del PIL regionale.
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