La Francia ha aperto venerdì un consolato a Nuuk, capitale della Groenlandia. Si tratta del primo Pese dell’Unione Europea che, con questa mossa, rafforza la sua presenza nell’Artico, dopo le dichiarazioni di solidarietà espresse da Emmanuel Macron a giugno dello scorso anno, durante la sua visita sull’isola.

A rappresentare la Francia sarà Jean-Noël Poirier, ex ambasciatore francese in Vietnam, che si territorio semi-autonomo danese di circa 56mila abitanti. Nonostante le ridotte dimensioni della popolazione francese sull’isola, il nuovo consolato avrà ampie responsabilità. Oltre a fornire supporto amministrativo, lavorerà “per approfondire i progetti di cooperazione esistenti con la Groenlandia in campo culturale, scientifico ed economico, rafforzando al contempo i legami politici con le autorità locali”, secondo una dichiarazione pubblicata venerdì dal ministero degli Esteri francese.

Finora i i cittadini francesi residenti in Groenlandia facevano affidamento su un solo console onorario, Kristine Winberg, che si occupava delle procedure amministrative di base e dell’assistenza consolare per conto dell’ambasciata francese In Danimarca. l suo ruolo comprendeva il rilascio di documenti d’identità, l’assistenza in caso di cause legali o di decessi e la funzione di collegamento con la piccola comunità francese nel territorio.

Dopo la Francia, anche il Canada si accinge ad aprire un consolato a Nuuk. Entrambi i Paesi si oppongono al piano dell’amministrazione statunitense di prendere il controllo della Groenlandia e l’apertura del consolato va letta in segno di riconoscimento per il governo locale.

«È una vittoria per i groenlandesi vedere due paesi alleati aprire missioni diplomatiche a Nuuk – afferma Jeppe Strandsbjerg, politologo all’università della Groenlandia – i groenlandesi apprezzano molto questo sostegno nonostante le dichiarazioni di Trump».

Proseguono intanto gli incontri fra statunitensi, groenlandesi e danesi per elaborare un piano di lavoro. Restano però poco chiari i dettagli delle intese tra il presidente degli Stati Uniti e il segretario generale della Nato per un accordo quadro sul futuro dell’isola artica.

L’Unione europea è già rappresentata sull’isola, avendo aperto già nel 2024 un ufficio della Commissione europea.

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