Nel giorno dello sciopero generale dei sindacati argentini, La Camera dei deputati ha approvato con 135 voti favorevoli e 115 contrari la riforma del lavoro promossa dal governo del presidente Javier Milei. Il testo dovrà ora tornare al Senato per l’approvazione definitiva dopo le modifiche introdotte durante l’esame alla camera bassa.

E’ prevista la creazione di un fondo di assistenza al lavoro alternativo alle indennità di licenziamento, mentre si opererà in deroga ad alcuni statuti professionali, tra cui quello dei giornalisti. Viene inoltre esteso il periodo di prova in vari regimi speciali, tra cui quelli dei lavoratori rurali e dei collaboratori domestici, mentre si introduce un regime specifico per il lavoro tramite piattaforme digitali, nel quale il lavoratore è considerato autonomo e non ha, pertanto, diritto a ferie retribuite o tredicesima. Vi sarà inoltre la possibilità di giornate lavorative fino a 12 ore attraverso un sistema di banca ore che compenserebbe lo straordinario, con riposi o riduzioni di orario. Il datore di lavoro potrà frazionare le ferie in periodi di almeno sette giorni e farne usufruire almeno una parte nella stagione estiva, ma solo ogni due anni.

Ritirata in extremis la norma che avrebbe consentito al datore di lavoro di pagare tra il 50 e il 75 per cento del salario in caso di assenza per malattia o infortunio non professionale. Il testo passerà ora al Senato per l’approvazione definitiva, che alla Camera è stata ottenuta grazie agli accorti fra il partito di Milei, La Libertad Avanza, e alcune forte di opposizione. Fra queste, Pro e Unione Civica Radicale. La legge finora in vigore era stata emanata nel 1974.

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