
L’aumento del numero dei centenari, in Italia come nel mondo occidentale, è un fenomeno in crescita. Al 1° gennaio 2025 l’Italia contava oltre 23.500 centenari (dato Istat), registrando un aumento significativo rispetto ai 21.211 dell’anno precedente. La popolazione super longeva, più che raddoppiata dal 2009, è composta per circa l’83% da donne.
Il dato ha portato già da tempo i ricercatori ad interrogarsi sul fenomeno. Uno studio pubblicato su Nature spiega questa la più recente scoperta – che il cervello dei grandi anziani, ossia delle persone che hanno fra 85 e 99 anni, porta la firma della resilienza. In questa fascia d’età vi sono cioè individui che dimostrano capacità cognitive e mnemoniche paragonabili a quelle di persone molto più giovani producono il doppio di nuovi neuroni rispetto ad altri anziani sani. A guidare la ricerca è l’Università dell’Illinois a Chicago, che ha esaminato campioni di tessuto cerebrale provenienti da diversi individuii.
«Il cervello che invecchia non è destinato per forza al declino. Capire come alcune persone mantengono naturalmente la neurogenesi – spiega Ahmed Disouky, primo autore della ricerca – apre le porte a strategie che potrebbero aiutare un numero maggiore di adulti a preservare la memoria e la salute cognitiva con l’avanzare dell’età».
«La firma individuata – piegano – potrebbe aiutare a sviluppare nuove terapie volte a favorire un invecchiamento in salute e a prevenire la malattia di Alzheimer e altre forme di demenza». Inoltre diverse ricerche degli ultimi decenni hanno suggerito che nell’ippocampo, la sede della memoria nel cervello, nuovi neuroni possono generarsi durante tutto l’arco della vita. Lo studio coordinato da Orly Lazarov e Jalees Rehman conferma questo dato, ma ha scoperto inoltre anche che la formazione di nuovi neuroni avviene con ritmi molto diversi da persona a persona. Mentre coloro che mostrano i primi segni di declino cognitivo hanno una formazione ridotta al minimo e quelli con Alzheimer conclamato ne hanno una quasi completamente azzerata, il cervello dei grandi anziani produce ancora molti nuovi neuroni, addirittura il doppio di quelli di altri anziani sani.





Lascia un commento