
«Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le ambasciate d’Italia a Teheran e aTel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali». E’ il messaggio postato su X questa mattina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani ad un’Italia che ha avuto il brusco risveglio delle prime notizie sull’attacco sferrato da Israele e USA all’Iran. Mentre l’edizione straordinaria del TG1 cominciava a dare le notizie, il vicepremier ha voluto rassicurare: l’Unità di crisi è già al lavoro alla Farnesina dalle prime ore di stamane.
Massima attenzione anche dal titolare della Difesa, Guido Crosetto: «Continueremo a monitorare l’evoluzione della situazione – ha assicurato – pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area». «La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare – ha aggiunto in un post Crosetto – che allo stato attuale il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto».
Si stima che siano circa 600 gli italiani che vivono in Iran, anche se il numero potrebbe essere diminuito dopo l’invito della Farnesina, arrivato a metà gennaio, di lasciare precauzionalmente il Paese. La maggior parte di loro risiede a Teheran, bersaglio dei bombardamenti di stanotte, rivolti però a strutture strategiche e militari.
«Siamo stati avvertiti ad attacco iniziato», ha dichiarato pochi minuti fa il vice primo ministro Matteo Salvini, aggiungendo che l’Italia ritiene sempre preferibile la via diplomatica. Tuttavia «se c’è da parte degli Stati Uniti la certezza che il regime islamista iraniano si stia avvicinando alla bomba atomica, hanno ritenuto di intervenire».
Cresce intanto a Gerusalemme la paura per la prevedibile reazione degli ayatollah contro lo Stato ebraico, tanto che già da qualche giorno era stato innalzato il livello di allerta anche in Israele, dove in questi giorni si celebra il Ramadan.
Da Gerusalemme ha fatto sentire la sua voce, riportata da Vatican News, padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole di Terra Santa: «Sono suonate le sirene. È aumentata la tensione e la paura in tutta la Terra Santa. Come il 7 ottobre 2023, come oggi era sabato, stiamo vivendo il terrore di una violenza che non ha mai abbandonato questa terra. Come quel tragico giorno, l’annuncio di un attacco attraverso il suono delle sirene, è arrivato mentre i bambini cantavano l’inno della scuola prima di entrare in classe. Ho visto il terrore nei loro occhi e ho sentito la loro voce tremare, fa male non poterli rassicurare ed è sempre più difficile dire loro di stare tranquilli e di non avere paura».





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