
Non bastava la Groenlandia. Il presidente americano ha annunciato che sta valutando la possibilità di “un’acquisizione amichevole” di Cuba. Approfittando, presumibilmente, delle condizioni estreme in cui vivono attualmente i cubani. Tra embargo e sanzioni – è l’allarme lanciato dall’ONU – l’isola va verso il collasso.
«La popolazione cubana continua a vivere le conseguenze della crisi energetica, che aggrava i diversi problemi che affliggono la società. Aumentano i prezzi degli alimenti. Scarseggiano i medicinali, i servizi medici risultano ridotti e gli interventi chirurgici sono destinati unicamente alle persone in pericolo di vita. Aumentano anche le difficoltà per accedere all’acqua potabile, perché ci sono molte persone che dipendono dalle autobotti per averne e, senza carburante, queste ultime non riescono ad arrivare». Questa la situazione descritta ai media vaticani da Ariel Suárez Jáuregui, segretario aggiunto della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cuba e parroco del Santuario Diocesano e Basilica Minore di Nostra Signora della Carità del Cobre a L’Avana.
Resta intanto alta con gli USA per la vicenda del blitz contro la barca civile statunitense intercettata mercoledì dalle autorità dell’Avana. Ma «il governo cubano sta parlando con noi – dichiara Trump – e, come sapete, ha problemi molto grossi. Non ha soldi, non ha nulla al momento, ma sta parlando con noi e forse assisteremo a un’acquisizione amichevole di Cuba».
Nei giorni scorsi Axiosaveva riferito di contatti segreti tra Marco Rubio e Raul Guillermo Rodriguez Castro, nipote e tutore dell’ex leader dell’isola Raul Castro. Questi contatti, che sarebbero serviti ad aggirare i canali ufficiali cubani, sono stati prontamente smentiti dall’Avana.
Tuttavia secondo quanto riportato in un articolo del Miami Herald, funzionari americani vicini al Segretario di Stato Usa hanno incontrato mercoledì Rodríguez Castro a margine del vertice Caricom nell’arcipelago di Saint Kitts e Nevis. All’incontro avrebbe partecipato lo stesso Rubio.





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