
Nonostante i dazi e le gravi turbolenze internazionali, l’Italia finora ha “tenuto” ed anzi cresce, sia nell’export (+3,3%) che nel volume degli scambi internazionali (+ 5%).
Secondo la Mappa dell’Export presentata ieri da Sace, «il Nord America resta un’area di riferimento per l’export italiano, pur in un contesto di crescente frammentazione commerciale. Gli USA continuano a offrire opportunità grazie alla solidità della domanda interna, alla leadership tecnologica e alla propensione al consumo di beni premium». Confrontando il dato di settembre 2025 con lo stesso mese del 2024, l’export verso gli Stati Uniti ha registrato un notevole +34,7%. Il quarto trimestre 2025 ha fatto segnare +5,1% verso l’area extra-UE: un forte segnale di diversificazione rispetto ai confini comunitari.
«Le crisi – ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando i dati Sace – servono sempre per cambiare, per saper dimostrare di essere reattivi. Noi lo abbiamo dimostrato: di fronte ai dazi abbiamo aumentato le esportazioni». La conferma arriva dunque dai numeri 2025. L’export made in Italy recentemente ha superato il Giappone portandosi al quarto posto nella classifica globale, con una crescita anno su anno del +3,3%. E il mese di dicembre ha visto un aumento tendenziale del nostro export sfiorare il +5% (4,9) in valore e +3,6% in volume.
Certo, la guerra in Iran potrebbe modificare questo scenario, con l’immediato rialzo del greggio sui mercati mondiali e le relative conseguenze. Del resto, la Bce aveva iindicato che «il protrarsi delle tensioni commerciali rischiano di avere effetti ben più profondi del semplice rallentamento dell’export. Gli shock tariffari riducono le probabilità di espansione delle imprese e ne aumentano il rischio di uscita dal mercato, con conseguenze durature su produttività e crescita. Le tariffe stanno mettendo sotto pressione le aziende europee, in una fase in cui la crescita della produttività è già debole».
Tuttavia la posizione del governo resta salda. «L’Italia – ha confermato Tajani stamane rispondendo ai giornalisti – mantiene le posizioni concordate con l’Unione Europea», con esplicito riferimento al Consiglio Affari Esteri della UE tenutosi ieri. Nella stessa intervista il ministro ha dichiarato che non c’è stata alcuna richiesta delle basi sul nostro territorio da parte degli Stati Uniti.
E mentre l’Iran mette in guardia l’Europa, avvertendola di non unirsi ad USA ed Israele nell’attacco al loro Paese, da noi il vicepremier Matteo Salvini rassicura: «In Iran come in Ucraina non ci sarà alcun invio dei nostri soldati».





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