Le abbiamo viste in tv, le donne iraniane che vivono in Italia ed esultano per la liberazione dal regime khameneista. Belle, fiere, al passo con i tempi, ci hanno raccontato un Iran che di fatti era scomparso dalle mappe, un Paese libero, con il 70% di donne laureate, affamato di democrazia ma costretto a subire una dittatura sanguinaria, che ha sterminato migliaia di giovani in cerca dolo di giustizia.

Oggi però, dopo l’attacco a Teheran di sabato scorso, quel Paese rischia di fare un nuovo balzo all’indietro, se venissero confermate le voci secondo cui nel vuoto lasciato da Khamenei dopo 37 anni di potere si starebbe facendo largo un fedelissimo della defunta Guida Suprema: Ali Larijani (nella foto), capo del Supremo Consiglio per la Sicurezza nazionale dell’Iran (Snsc). 

67 anni, considerato una delle figure più influenti dell’Iran, in un post su X Larijani è stato il primo a smentire notizie dei media secondo cui Teheran avrebbe contattato gli Usa tramite intermediari chiedendo di riprendere i colloqui. «L’Iran non negozierà – ha scritto – con gli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha sprofondato la regione nel caos con le sue ‘false speranze’ e ora è preoccupato per ulteriori perdite di truppe americane».

Veterano della politica, più volte aspirante candidato alla presidenza, è stato prescelto negli ultimi mesi per recarsi a Mosca per discutere di una serie di questioni in materia di sicurezza. E sempre a luii era stato affidato anche il compito di portare avanti i negoziati con la Cina, culminati con un accordo di cooperazione di 25 anni siglato nel 2021.

Larijani ha ripreso la leadership dell’Snsc, che aveva già diretto 20 anni fa, a giugno, dopo la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele, tornando formalmente al centro dell’apparato di sicurezza iraniano.  E in una situazione che resta terribilmente incerta, poche ore fa ha annunciato la formazione del Consiglio provvisorio di tre membri che dovrà guidare la fase di passaggio fino all’elezione della nuova Guida da parte degli 88 membri dell’Assemblea degli Esperti. Del Consiglio fanno parte, come previsto dalla Costituzione, il presidente della Repubblica Massud Pezeshkian, il capo della magistratura, Gholamhossein Mohsen-Ejei, e un membro del Consiglio dei Guardiani della Costituzione, scelto nella persona dell’ayatollah Alireza Arafi

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