
E’ fissato per giovedì 19 marzo alla Camera un incontro dal titolo Per un governo che attui la Costituzione, organizzato dai deputati del Movimento 5 Stelle. A far discutere è la natura delle sigle antagoniste invitate a Palazzo Montecitorio. Nella lista spiccano infatti i Carc (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), che hanno già annunciato, in contemporanea, una conferenza stampa dinanzi all’ingresso della Camera per diffondere la querela presentata contro i deputati di FdI Sara Kelany e Francesco Filini. A dire dei Carc, i due parlamentari sarebbero “rei” di aver presentato ad ottobre scorso una interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Piantedosi proprio sui Carc, partito che – si legge nell’interrogazione – ha per «obiettivo, dichiarato in un pagina del loro sito web, quello di “costruire la rivoluzione socialista” in collaborazione con un’altra sigla, il (n)Pci. Il primo si occuperà, si legge ancora, di “sviluppare la tattica”. Mentre il secondo di “attuare la strategia”».
Accanto ai Carc sono stati invitati i Giovani Palestinesi, la Global Sumud Flotilla, gli estremisti di Spin Time, gli eco-vandali di Ultima Generazione e, guest star, il predicatore torinese Brahim Baya, noto per i suoi attacchi a Israele e la sua propaganda referendaria. Cosa c’entrino tutte queste sigle con l’attuazione della Costituzione, è un mistero ancora tutto da chiarire.
«Dopo aver ospitato in Parlamento soggetti finiti sotto inchiesta per finanziamento del terrorismo internazionale, come Soulaiman Hijazi, braccio destro di Mohammed Hannoun – dichiara Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile dipartimento Immigrazione del partito – apprendiamo che un folto gruppo di parlamentari del M5S, ma anche un’esponente di Avs, parteciperanno il prossimo 19 marzo alla Camera dei Deputati ad una iniziativa promossa dal partito dei Carc in favore delle “libertà democratiche” e dell’attuazione della Costituzione. Peccato che i Carc nella propria piattaforma si ripromettano di «cacciare il governo Meloni», cioè il governo democraticamente eletto, per «sostituirlo con un governo di emergenza popolare».





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