La crisi internazionale, con la stretta sulle forniture di carburanti e l’aumento dei prezzi alle stelle si fa sentire anche sulla Romania. Il primo ministro Ilie Bolojan (nella foto), ha parlato sul quotidiano locale Digi24 del bilancio che sarà discusso in Parlamento, dei prezzi del carburante e della situazione all’interno della coalizione. «Qualsiasi spesa deve essere coperta in qualche modo – ha affermato il primo ministro – ringrazio i rumeni per aver compreso i costi sociali, ma le soluzioni magiche sono una menzogna».

L’esecutivo rumeno, in carica da meno di un anno, ha una maggioranza di circa il 67% del parlamento, essendo sostenuto dal Pnl, dai Socialdemocratici (Psd), dai liberali dell’Unione Salva Romania (Use) e dalla minoranza ungherese (Udmr). L’accordo di coalizione prevede anche che Bolojan resti primo ministro fino al 2027, quando poi l’incarico passerà ai socialdemocratici.

Oggi però il governo guidato da Ilie Bolojan è sottoposto a forti pressioni politiche. Il PSD chiede 3,4 miliardi di lei per un pacchetto di misure sociali da includere nel bilancio, ma il Ministero delle Finanze afferma di avere a disposizione solo 1,7 miliardi. La posta in gioco è altissima: gli emendamenti dei socialdemocratici potrebbero essere approvati in Parlamento anche con i voti dell’AUR, uno scenario che apre la possibilità di una prima crisi politica per il nuovo esecutivo.

«Questo bilancio – ha dichiarato il premier – è stato redatto quando non eravamo in guerra, e ora ci troviamo di fronte a fenomeni inevitabili: l’aumento dei tassi di interesse e dei prezzi del carburante. L’inflazione aumenterà dell’uno o mezzo punto percentuale. Potrebbero esserci turbolenze sui tassi di interesse. Qualsiasi spesa aggiuntiva deve essere affrontata con cautela. Se le modifiche sono ragionevoli, non ci sono problemi particolari. Prima si calmeranno le acque nel Golfo, prima si potrà giungere a una soluzione. Quello che PSD ha fatto oggi è un’azione politica. Ogni spesa deve essere coperta da qualche parte, o qualcuno ci rimette. Quella del PSD non è una soluzione che porterà risultati. Seriamente, dobbiamo capire da dove provengono queste risorse».

«Abbiamo discusso della questione delle madri – ha aggiunto il premier, noi abbiamo due anni di congedo di maternità e un’indennità pari al 70%. In Germania è inferiore. Anch’io vorrei che fosse del 100%. Confido che, al di là delle speculazioni sull’immagine, ci siano persone responsabili che si rendano conto che questo budget rappresenta il massimo possibile».

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