
Resta alta, in tutta Europa, l’allerta per le speculazioni sul prezzo dei carburanti provocato dalla guerra contro l’Iran. Molti governi stanno cercando di correre ai ripari, fra questi l’esecutivo italiano, che sembra – guardando ai numeri – quello che sta cogliendo i migliori risultati fra i principali Paesi dell’UE.
Tre giorni fa il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, aveva incontrato nella sede del ministero i rappresentanti delle compagnie petrolifere, annunciando sanzioni per coloro che avessero praticato ulteriori manovre speculative. Poche ore dopo è arrivato l’annuncio della premier Giorgia Meloni: il varo di un decreto taglia-accise su benzina e diesel, per la durata di 20 giorni.
Il Dl Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi, annunciato dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, è stato immediatamente firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella così da poter entrare subito in vigore. L’obiettivo del governo è quello di portare il prezzo sotto 1,90 euro al litro. Per il gpl è stato deciso un calo di 12 centesimi al chilo. Previsto anche un credito d’imposta per gli autotrasportatori per la maggior spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al mese di febbraio 2026. Per le imprese della pesca, infine, sono stati stanziati 10 milioni per finanziare un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Il decreto rafforza inoltre i poteri di Mr Prezzi contro le speculazioni con controlli straordinari per 3 mesi, comunicazioni giornaliere dei prezzi alle compagnie e denunce alla Guardia di Finanza in caso di aumenti anomali.
Secondo un’inchiesta comparativa realizzata da SKY 24, il provvedimento sta dando i suoi frutti. Infatti, prima dell’intervento del governo, il gasolio in Italia era il quinto più costoso in Europa: 2,10 euro al litro. Dopo l’intervento il prezzo del gasolio si è drasticamente abbassato, passando a 1,85 euro. Nei Paesi Bassi, pur dopo un decreto governativo, il prezzo del gasolio resta a 2,26 al litro. 2,21 in Danimarca, 2,15 in Germania, 2.02 in Francia. Analoghi i ribassi per la benzina.
Resta solo da ricordare che l’Italia è il Paese europeo con le tasse più alte sul gasolio. L’auspicio è che gli effetti del decreto lampo vadano ben oltre le emergenze dettate dalla guerra e diventino permanenti, anche al fine di migliorare la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali.





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