In Slovenia, dove si è votato ieri, domenica 22 marzo, i primi risultati danno vincente per un soffio il centrosinistra del Movimento per la libertà, guidato dal primo ministro Robert Golob, che ha riportato il 28,6 per cento dei voti, perdendo tuttavia molti punti rispetto alle precedenti elezioni.

Ad una lievissima incollatura, con il 28%, lo segue il Partito democratico sloveno (SDS) dell’ex primo ministro Janez Janša, populista di destra, dato in vantaggio nei sondaggi e comunque il ascesa.

Con i 29 seggi del Movimento della Libertà ed i 28 del SDS, diventa un rebus la formazione del nuovo governo di coalizione, mentre avanza lo spettro dell’ingovernabilità. L’attuale maggioranza di centrosinistra (Gs, Sd, Levica più Vesna) può contare solo su 40 seggi. Per continuare a governare ne occorrono almeno 46. Vediamo allora quai sono i possibili partner di una delle due formazioni leader per dar vita ad una maggioranza.

L’alleanza di centrodestra tra Nuova Slovenia (NSi), Sls e Focus, ha conquistato 9,34% e 9 seggi. Più distante uno dei due attuali partner di governo di Golob, i Socialdemocratici (Sd), 6,71% e 6 seggi.

E sono due le new entry in Parlamento. I Democratici di Anže Logar (6,68% e 6 seggi) e Resni.ca (Verità), movimento con venature populiste che ha conquistato il 5,57% delle preferenze, ottenendo 5 seggi. In parlamento ci saranno anche 5 deputati di Levica-Vesna, listone di sinistra ecologista fermatosi al 5,36%. Gli ultimi due seggi vanno ai rappresentanti della minoranza italiana e di quella magiara.

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