
Sono oltre diecimila le persone senza fissa dimora che sopravvivono ai margini delle grandi città italiane. Li Ha conteggiati l’Istat a gennaio nel corso della prima fase di un’indagine che ha coinvolto Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania, Cagliari.
Il 44,6% di loro vive in strada, tra giacigli di fortuna o in spazi riparati, mentre il 55,4% è ospite di strutture di accoglienza notturna. Oltre un quarto vive nella Capitale: sono 2.621, di cui 1.299 in strada. A Milano superano i 1.600, seguono Torino e Napoli con 1.036 e 1.029. Solo 31 a Reggio Calabria, di cui 14 in strada.
Gli homeless delle nostre città sono prevalentemente uomini. Quanto alle donne, il 21,4% di loro è in una struttura sono il 21,4%, mentre in strada resta il 12%. La fascia d’età più rappresentata tra i 10mila, sia nelle strutture sia in strada, è quella che va dai 31 ai 60 anni, ma non mancano i giovani tra i 18 e i 30.
Molti vivono nei parchi, sui marciapiedi o comunque in spazi pubblici senza riparo dove la sistemazione, il più delle volte, è un giaciglio di fortuna sotto portici, sottopassi di ferrovie o ponti (32,1%). Anche perché i posti letto disponibili nelle 14 città metropolitane sono inferiori al numero complessivo delle persone conteggiate: 6.678 contro una popolazione di 10.037 individui.
L’indagine Istat, condotta grazie a centinaia di volontari, intende rappresentare un primo passo per portare questa fascia di emarginazione all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Chi volesse pirtare sostegno oltre che solidarietà alle persone che hanno perso tutto può farlo attraverso la Caritas, sempre in prima linea, o anche contattando la La fio.PSD ETS – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora Ente del Terzo Settore, associazione che persegue finalità di solidarietà sociale nell’ambito della grave emarginazione adulta e delle persone senza dimora.





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