Sono passati quasi tre anni da quando, a giugno 2023, la Commissione europea aveva presentato la sua proposta di regolamento sull’euro digitale. Ma oggi, dopo la lunga fase di stallo, molti ostacoli sembrano essere stati superati. La situazione in Parlamento è cambiata mercoledì sera, quando il politico di centro-destra Fernando Navarrete, principale relatore del dossier, ha deciso di rivedere la sua posizione, che chiedeva di ridurre la portata dell’euro digitale al solo uso offline.

Grazie al suo dietrofront i relatori parlamentari hanno trovato un accordo sulla funzione e perfino sul design dell’euro digitale, che potrà essere scambiato e speso sia online che offline. Arriverà dunque la possibilità per imprese e famiglie di utilizzare una forma di contante elettronico emesso dalla Banca centrale europea (Bce), progettato per affiancare le banconote e i servizi di pagamento offerti dalle banche commerciali.

L’accelerazione è arrivata dopo che le tensioni economiche tra l’Ue e gli Stati Uniti hanno acuito il dibattito sulla dipendenza dell’Europa dai giganti americani dei pagamenti, come Visa e Mastercard.

Secondo la proposta della Commissione europea, gli utenti dell’euro digitale avrebbero a disposizione un portafoglio per i pagamenti online e offline, con transazioni concepite in modo da non essere tracciabili.

Quanto ai tempi di attuazione, alla riunione del Consiglio europeo del 19 marzo è stato fissato l’obiettivo di approvare la legislazione sull’euro digitale entro la fine del 2026.

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