con 62 voti a favore e 48 contrari la Knesset ha approvato la legge che introduce la pena di morte in Israele per atti di terrorismo.Proposta dal ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, è stata votata dal premier Benjamin Netanyahu, anche del partito di opposizione di Avigdor Lieberman, ma non da uno dei partiti ultra ortodossi della coalizione, che si è opposto.

Nel corso degli anni c’erano stati diversi tentativi di reintrodurre la pena capitale in Israele, ma non avevano avuto successo, fino ad oggi. Abolita nel 1954 per i reati comuni e in tempo di pace, tecnicamente in Israele la pena di morte è sempre rimasta ammissibile per i crimini contro l’umanità o contro il popolo ebraico, nonché in determinate circostanze durante la legge marziale.  Ma anche nelle rare occasioni in cui doveva essere eseguita, è stata commutata in ergastolo a seguito dei ricorsi.

Dopo il 7 ottobre tutto è cambiato, fino a quando i sostenitori dell’esecuzione capitale hanno ottenuto l’approvazione. Va detto comunque che, almeno in teoria, la nuova legge potrebbe ancora essere modificata o addirittura annullata dalla Corte Suprema israeliana. Scopo della nuova normativa, si legge nel testo, è «istituire la pena di morte per i terroristi che hanno compiuto attentati terroristici omicidi, nell’ambito della lotta al terrorismo». Si afferma inoltre che «chiunque causi intenzionalmente la morte di un’altra persona con l’obiettivo di nuocere a un cittadino o residente di Israele, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele, sarà condannato alla pena di morte o all’ergastolo, e solo a una di queste pene».

Aspro il fronte del dissenso, all’interno e all’esterno del Paese. Prima dell’approvazione della legge, il parlamentare israeliano dell’opposizione Gilad Kariv (Partito Laburista) aveva affermato che «il governo e la coalizione si sono assoggettati a una miserabile, volgare, immorale e irrazionale – dal punto di vista della sicurezza – campagna elettorale di Itamar Ben-Gvir». Aveva inoltre definito il disegno di legge estremo”e messo in guardia sui suoi potenziali effetti sui futuri ostaggi israeliani.

Il direttore esecutivo di B’Tselem, Yuli Novak, ha dichiarato che «Israele sta toccando un nuovo minimo nella disumanizzazione dei palestinesi, sancendo il loro trattamento crudele nella legge statale…».

Già a febbraio, diversi esperti del Consiglio per i diritti umani dell’ONU  avevano esortato Israele a ritirare «un disegno di legge che propone la pena di morte obbligatoria per gli atti terroristici, il che violerebbe il diritto alla vita e discriminerebbe i palestinesi nei territori palestinesi occupati».

Anche l’Unione Europea ha affermato che il disegno di legge è «profondamente preoccupante», sottolineando che «l’UE si oppone alla pena capitale in tutti i casi e in tutte le circostanze». 

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