Dopo la doccia fredda dell’esclusione ai Mondiali di calcio, poco fa si è dimesso il presidente della FIGC Gabriele Gravina, mentre anche Buffon starebbe per lasciare. Le nuove nomine il prossimo 22 aprile.

Intanto nel paese molti tifosi si domandano se possa esserci un ripescaggio dell’ultimo minuto, nel caso in cui l’Iran dovesse ritirarsi dalla competizione a causa della guerra, come preannunciato. In tal senso la dichiarazione del ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donjamali, lo scorso 11 marzo. «Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», aveva detto, sottolineando che «ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».

La dichiarazione del ministro iraniano aveva riacceso le speranze, ma l’ennesima doccia fredda è arrivata dal regolamento della FIFA, cui spetterebbe ogni decisione nel. caso in cui l’Iran disertasse i Mondiali. L’articolo 6.7 del regolamento, viene spiegato da fonti interne, recita infatti: «Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione». Peccato che la posizione degli Azzurri nel ranking sia solo al 12esimo posto, quindi l’eventuale ritiro dell’Iran non basterebbe a farli riammettere.

Il vuoto lasciato da Teheran – viene ancora precisato – verrebbe colmato da una selezione asiatica. L’Iraq, per esempio, si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da sola il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio potrebbe quindi premiare gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall’Iraq nel cammino verso la fase finale.

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