
Tornata dalle missioni in Medio Oriente per assicurare forniture energetiche all’Italia, la premier Giorgia Meloni è già al lavoro sui prossimi dossier. In primis, annuncia, arriverà presto un provvedimento articolato con misure sui salari, il caro bollette ed il piano casa. Su quest’ultimo fronte starebbe procedendo la ricerca di partner da affiancare a Cassa Depositi e Prestiti nella predisposizione di misure per la costruzione di alloggi per giovani. Di tutto questo dovrebbe parlare la premier nel suo intervento al Parlamento, in programma questa settimana.
Prima però si attendono le prossime mosse della Commissione Europea, auspicando che possa autorizzare gli aiuti alle imprese e alle famiglie attraverso in via libera alla tassazione degli extraprofitti energetici. Ulteriore auspicio è possa essere sospeso il Patto di stabilità per la contingenza derivante dalla chiusura di Hormuz, come era stato chiesto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e altri quattro colleghi europei. Sempre che nel frattempo la Bce non adotti misure di austerità monetaria. E sempre che, beninteso, il conflitto fra Usa-Israele e l’Iran possa cessare a breve, viste le previsioni non certo positive di Bankitalia che, proprio a causa della guerra e delle sue conseguenze, ha annunciato un pericolo di recessione nel 2027 se Donald Trump non fermerà la guerra contro l’Iran.
Il voto referendario è ormai alle spalle, ma Giorgia Meloni non rinuncia a sostenere le giuste ragioni della riforma perché, riportano alcuni quotidiani, «non si può accettare che decidano ancora gruppi di potere» e «non si potrà crescere» e perché ci saranno sempre «25 miliardi di mancati investimenti l’anno per colpa della giustizia».
Pace fatta anche con Confindustria dopo che, lo scorso 1 aprile, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato il ripristino e l’ampliamento delle risorse economiche destinate a Transizione 5.0, il programma di incentivi per la digitalizzazione e l’efficientamento energetico delle imprese italiane. I fondi saliranno infatti a 1,5 miliardi di euro, 200 milioni in più rispetto a quanto precedentemente previsto.
L’annuncio è stato reso durante il tavolo organizzato al ministero delle Imprese con le associazioni datoriali. Soddisfatto il presidente dell’organizzazione, Emanuele Orsini, che ha voluto esprimere il suo apprezzamento «per il fatto che in un contesto geopolitico così difficile e di instabilità si riconosca il sostegno alle imprese».





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