
«Niente dimissioni, né rimpasto». E «non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo». L’esecutivo governerà per cinque anni, fino alla scadenza naturale del mandato, settembre 2027, « come ci siamo impegnati a fare».
Sono solo alcuni tra i punti fermi dell’informativa di ieri alle Camere. Lunghi, decisi interventi della premier Giorgia Meloni, ancor più netti in risposta alle voci di voto anticipato o rimpasti, che non sono assolutamente all’orizzonte del governo. «Il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni – ha ribadito il primo ministro – determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza».
Momenti tesi in mattinata a Montecitorio, dove la premier ha smentito coi numeri il ruvido attacco di Elly Schlein sulla precarietà. Toni accesi anche al Senato dopo l’affondo di Matteo Renzi che ha rilanciato il NO vincente al referendum, invitando il governo ad andare a casa. La risposta, durissima, della senatrice Micaela Biancofiore non si è fatta attendere: al fondatore di Italia Viva ha ricordato che i sondaggisti faticano a trovare tracce del suo partito, quanto alle dimissioni, Biancofiore ha riportato alla memoria le dimissioni dalla politica, non solo dal governo, annunciate da Renzi poco prima della sconfitta al “suo” referendum. «Peccato – ha concluso – che lei sia ancora qui in Parlamento»…
Concilianti e costruttivi i toni di Carlo Calenda, per il quale non serve innescare ulteriori polemiche in quella che ha definito “l’ora più buia”. «Di proposte ne abbiamo tante – ha detto il leader di Azione in risposta alle sollecitazioni rivolte dalla premier alle opposizioni – ma in ogni caso, se quelle della maggioranza saranno nell’interesse del Paese noi le voteremo, come abbiamo sempre fatto».
Immigrazione, sicurezza, riduzione liste d’attesa e piano casa. Queste le priorità, sulle quali il Consiglio dei Ministri è già al lavoro.





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