La Commissione europea metterà a disposizione 50 milioni di euro per attività tese a rintracciare, rimpatriare e reintegrare i bambini ucraini rapiti da Mosca e fare in modo che la Federazione Russa risponda delle sue azioni. Questo l’obiettivo fissato nella riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini che si è tenuta ieri,11 maggio, a Bruxelles.  Istituita a Kiev il 2 febbraio 2024, la Coalizione ha riunito circa cinquanta rappresentanti, tra Paesi e organizzazioni internazionali. Fra questi, l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, la commissaria all’allargamento, Marta Kos, il ministro degli Affari esteri ucraino, Andrii Sybiha, e la ministra degli Affari esteri canadese, Anita Anand, che hanno presieduto la riunione ed hanno rilasciato una dichiarazione congiunta.

«Il rapimento di bambini non è casuale. È una politica premeditata russa, un attacco calcolato contro il futuro dell’Ucraina», ha detto in conferenza stampa Kallas.

Il Consiglio Affari esteri stima che, dall’inizio della guerra in Ucraina, la Federazione russa ha deportato e trasferito oltre 20mila minori ucraini in Russia e nei territori ucraini temporaneamente occupati. Fin dal 2022 era passata la risoluzione, promossa dal gruppo Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo, secondo cui la deportazione di migliaia di bambini innocenti, scippati a un’infanzia tranquilla, alle proprie famiglie e al proprio Paese è un crimine contro l’umanità. «Fa male – era stato detto, ed oggi si ribadisce – vedere come la storia si ripeta di fronte ai nostri occhi. Le pratiche utilizzate dai comunisti e dalla dittatura nazista ora sono usate dal regime di Putin contro gli ucraini».

I 50 milioni stanziati, ha spiegato Kos, «serviranno a sostenere il sistema di protezione dell’infanzia in Ucraina, perché ogni bambino rimpatriato dovrebbe avere accesso a un supporto tempestivo, incentrato sul bambino e basato sulla comunità». «Parte dei fondi – ha poi aggiunto – sarà destinata anche all’educazione della prima infanzia e per garantire giustizia a questi bambini», mentre «almeno un milione di euro sarà destinato al rafforzamento delle capacità digitali dell’Ucraina, affinché i suoi cittadini possano presentare richieste di risarcimento e, in questo caso, a nome dei bambini rapiti».

Infine l’annuncio. il Consiglio Affari esteri ha deciso di adottare sanzioni nei confronti di sedici persone e sette entità responsabili di crimini quali deportazione, assimilazione forzata, adozioni illegali, indottrinamento ed istruzione di stampo militare militarizzata. L’elenco comprende sia funzionari e politici provenienti dai territori illegalmente occupati dalla Russia, istituzioni statali legate al ministero dell’Istruzione russo, campi giovanili e organizzazioni militari.

Un appuntamento importante sarà anche il  Vertice ministeriale di Toronto, in programma il 28 e 29 settembre 2026, incentrato sul ritorno, la riabilitazione e il reinserimento non solo dei bambini ucraini rapiti, ma anche dei detenuti e dei prigionieri di guerra.

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