Le stime più attendibili indicano che i soldati russi morti in Ucraina variano tra i 220.000 e oltre 300.000, con un totale stimato di circa 1.200.000 tra caduti e feriti. Poiché Mosca mantiene il riserbo sulle perdite, le cifre esatte sono coperte da segreto di stato, ma analisti e istituti internazionali ne tracciano l’andamento attraverso dati verificati. Gli analisti della BBC, ad esempio, hanno identificato con nomi e cognomi oltre 220mila militari russi uccisi andando a certare tra lapidi, necrologi e registri ma, avvertono, i numeri reali sarebbero oltre il doppio.

Soldati a pagamento, la maggior parte giovanissimi, reclutati anche tra i fragili e detenuti, che hanno trovato la morte in un paese straniero, costretti a combattere una guerra che certo non apparteneva a loro. L’istituto americano Center for Strategic and International Studies a gennaio 2026 stimava che dall’inizio dell’invasione in Ucraina nel febbraio del 2022 circa 1,2 milioni di soldati russi sono stati uccisi, feriti o risultano dispersi. «Nessuna grande potenza ha avuto un numero tale di morti e feriti dalla Seconda Guerra Mondiale», si legge nello studio, secondo cui nel solo anno 2025 la Russia ha avuto 415mila morti e feriti.

Un reportage di Nello Scavo pubblicato nei giorni scorsi su Avvenire ci dà notizie agghiaccianti sulle cause della morte di migliaia di soldati russi. L’ha definita una “guerra dei tubi” che avviene lungo le vecchie condotte sovietiche del gas, «linee tecniche abbandonate diventano corridoi d’assalto, vie di infiltrazione, trincee senza cielo».

A Kupiansk, dove le il Cremlino ha più volte annunciato conquiste senza dimostrarle la guerra è scesa sotto terra. «Qui nella regione di Kharkiv – documenta Nello Scavo – le forze russe hanno trasformato vecchie condotte sovietiche del gas in corridoi d’assalto». La guerra sotterranea serve per «evitare i droni, aggirare il fiume Oskil, sbucare alle spalle o ai fianchi delle linee ucraine, aprire varchi dove la superficie è osservata notte e giorno». Tuttavia l’uscita del canale è rimasto sotto controllo ucraino e su tre delle quattro linee individuate le botole di riemersione sono state bombardate e tappate dai reparti ucraini. «Un imprecisato numero di soldati russi è morto annegato. I pochi che riescono a riemergere vengono catturati o colpiti dalle raffiche, mentre più a Est vengono filmati dai droni spia uomini che gattonando trascinano i corpi dei compagni».

Un vicecomandante della brigata Khartiia, ha parlato di «uomini mandati avanti in spazi stretti con le armi legate alla schiena, impossibilitati a rispondere rapidamente al fuoco». E un video pubblicato dal media russo indipendente “Astra” mostra un soldato che descrive nel buio scene di panico, soffocamenti, suicidi e deliri dentro a una condotta nel settore di Kursk. (continua)

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