Sarà il Vertice della NATO, in programma ad Ankara per i prossimi 7 e 8 luglio, a chiarire i contorni di quello che è già stato definito il taglio degli aiuti Nato all’Europa. All’incontro, che sarà presieduto dal Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, parteciperà per l’Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sarà quindi un summit storico”, perché nella capitale turca si riscriverà probabilmente il nuovo dell’Alleanza.

Intanto alcune fonti ufficiose avrebbero già rivelato in parte l’entità dei tagli, ma un punto sarebbe fermo: non ci saranno buchi nelle attività di deterrenza. Secondo le stesse fonti, l’obiettivo degli Stati Uniti sarebbe quello di tornare a una situazione “pre-Ucraina”, con presenza sui livelli precedenti all’invasione russa del 2022, a seguito della quale vi era stato un ampliamento della presenza Usa in Europa. Chiaro, in tal senso, era stato il messaggio del segretario di Stato, Marco Rubio, pochi giorni fa a Helsingborg, in Svezia: l’impegno degli Usa in Europa calerà nei prossimi anni. Senza entrare nei dettagli, Rubio ha riferito che la Nato dovrà diventare più europea ed è proprio per questo che gli alleati dovranno aumentare le spese militari.

Sul punto torna Der Spiegel in un articolo sull’incontro dell’inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth con alti funzionari degli alleati, avvenuto presso il quartier generale dell’Alleanza. Secondo la ricostruzione del quotidiano tedesco, gli Usa starebbero pensando a un taglio “significativo” di bombardieri strategici e a una “riduzione di un terzo dei caccia”. Inoltre non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione, mentre verrebbero notevolmente ridotti anche quelli armate.

Gli Stati Uniti comunque, viene ribadito nel pezzo, «hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell’ambito della Nato. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente».

Ed è già partita la gara fra le locomotive d’Europa, Germania in testa, si candida a guidare la leadership delle nuove alleanze atlantiche. Il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot ha affermato che «È un’opportunità per rafforzare il nostro ruolo all’interno dell’Alleanza, per europeizzarla, per sviluppare le nostre capacità e visioni, per assumerci le nostre responsabilità», mentre l’omologo tedesco Johann Wadephul su X si affrettava a scrivere: «Come E3 stiamo coordinando attentamente i nostri sforzi per tracciare la rotta verso una Nato più forte, con una nuova ripartizione degli oneri in occasione del vertice di Ankara».

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