
«Nel Golfo Persico l’operazione Aspides potrebbe scortare le navi mercantili e, se si cambia il mandato, anche essere usata per operazioni di sminamento marittimo». La proposta è stata lanciata dall’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Kaja Kallas, nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del consiglio Affari esteri dedicato ai temi della difesa. Ma c’è di più, perché secondo Kallas, la missione navale Aspides potrebbe anche «essere estesa allo stretto di Hormuz», ipotesi che da tempo aveva proposto la premier Giorgia Meloni.
Come avevamo documentato in un articolo dello scorso 18 aprile, a margine del vertice dei cosiddetti Volenterosi all’Eliseo Giorgia Meloni aveva annunciato: «Nel quadro della pianificazione internazionale che stiamo portando avanti l’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione unità navali, ovviamente sulla base della necessaria autorizzazione parlamentare, ma è un impegno in linea con quello che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione, ricordo le operazioni europee Atalanta, Aspides che vanta una presenza italiana importante in un’area attigua a quella di Hormuz e questo può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora».
E oggi il contributo italiano ai processi di pace viene rilanciato da Kallas. L’Alto rappresentante Ue propone dunque che all’operazione Aspides «venga affidato il ruolo principale nelle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz, come contributo dell’Ue agli sforzi della coalizione franco-britannica e segnale politico». Però – precisa Kallas – gli Stati membri devono potenziare le capacità attualmente a disposizione dell’operazione. In caso di accordo l’attuazione della missione potrebbe richiedere 4-6 settimane.
«Aspides – ha aggiunto Kallas – potrebbe essere il nostro contributo alla coalizione dei volenterosi a livello europeo». Inoltre, «da un punto di vista strategico, l’eventuale estensione della missione navale UE allo stretto di Hormuz «potrebbe essere il modo in cui rendere l’Europa davvero forte nella regione ma anche dal punto di vista geopolitico, perché il nostro contributo sarebbe molto più significativo se agissimo insieme».
Passando al piano pratico, «alcuni Stati membri contribuiranno con più barche a queste operazioni», anticipa l’Alta rappresentante, alludendo all’ipotesi del Belgio. In ogni caso, «abbiamo avuto una discussione molto positiva sulla missione Aspides», anche perché «la chiusura dello stretto di Hormuz è insostenibile», ha concluso Kallas.





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